Recensioni

Benvenuti all’ultimo livello della distopia, accompagnati dalla mente geniale, distorta e delirante di Adriano Barone, in questo volume di piccolo formato e dai contenuti devastanti edito da Agenzia X-Noir di rivolta, nella collana Inchiostro Rosso, con in copertina una suggestiva tavola di Maurizio Rosenzweig.
D’accordo, ai miei tempi questo genere si chiamava «letteratura antiutopica» e comprendeva romanzi come 1984 di Orwell, Il mondo nuovo di Huxley, ma anche (a mio avviso) Un’arancia a orologeria di Burgess – meglio noto come Arancia meccanica dopo il film di Kubrick – piuttosto che parecchi titoli di Philip K. Dick, sempre sia lodato.
Oggi si chiama «letteratura distopica» ed è stata recentemente argomento di un percorso narrativo e saggistico con il volume Ambigue utopie curato da G. F. Pizzo (Bietti Editore). Ma, prima che tutto tenda a Z, torno a parlare del libro in oggetto.