NIENTE, TRANNE LA PIOGGIA – Sergio Paoli

By | March 8, 2019

di  Andrea Carlo Cappi

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Ci sono vittime di serie A e vittime di serie B. La prostituta il cui corpo smembrato viene scoperto solo per caso appartiene decisamente alla seconda categoria. Ma a qualcuno importa ancora di lei: per esempio a Wil, vecchia gloria del rock italiano, che la frequentava abitualmente; e al suo amico Vasco Lubrano, poliziotto in servizio a Bergamo, più bravo sul lavoro che nei rapporti umani. Così come a un libraio solitario, legato suo malgrado ad amicizie pericolose, importa della sua donna, che spera di salvare dall’organizzazione che la sfrutta.
Preoccuparsi delle vittime di serie B può essere rischioso. E l’indagine di Lubrano finisce per scoperchiare qualcosa di più di un giro di prostituzione in cui chi sgarra muore.

C’è un vero e proprio traffico di giovani donne dalla Moldavia, una perversa alleanza tra criminali dell’est europeo e malavita organizzata italiana. E quest’ultima, sempre in cerca di coperture legittime, non esita a mescolarsi con il mondo degli affari, che aspetta solo il momento di affondare il coltello nella grande torta dell’Expo 2015. Per mettere a posto le cose prima che tutto venga alla luce, i killer della mafia devono cominciare a darsi da fare.
Niente, tranne la pioggia (frase ricorrente nel libro, che l’autore riprende da una battuta della serie tv Battlestar Galactica) è un romanzo corale. Non c’è solo il punto di vista del poliziotto, che legge libri sulla deriva dei continenti e riflette sulle differenze tra romanzo poliziesco e realtà, un personaggio che non cerca di essere a tutti i costi simpatico al lettore, ma proprio per questo è umano e credibile. Ci sono anche i punti di vista di assassini, complici e vittime. C’è una ricca colonna sonora, rivissuta attraverso il personaggio di Wil (visibilmente anche se liberamente ispirato a Franco Mussida, chitarrista della PFM). C’è il discorso, che Paoli ha affrontato anche nel suo precedente Monza delle delizie, della commistione tra crimine e finanza. E c’è la drammatica ricostruzione – forse la parte più intensa e disturbante del romanzo – dell’odissea delle ragazze reclutate con il miraggio di un lavoro e trasportate da una dimenticata ex repubblica sovietica fino alle nostre città, in un calvario di violenza fisica, psichica e sessuale che le trasforma in prostitute-schiave. Un romanzo che, proprio perché fa vivere certe situazioni al lettore anziché limitarsi a riferirle, riesce a essere più efficace di un libro di inchiesta e di denuncia.

NIENTE, TRANNE LA PIOGGIA
Sergio Paoli
Todaro