007: DOPPIO ANNIVERSARIO - 1

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A metà gennaio del 2012, uno dei personaggi di maggior successo della carta e della celluloide del Ventesimo secolo festeggia due importanti compleanni. Di questi, quello di cui si sentirà parlare più diffusamente per tutto l'anno sarà con tutta probabilità il secondo, l'anniversario sul grande schermo, che verrà festeggiato a novembre con l'uscita di un nuovo film di quella che è considerata la serie più longeva nella storia del cinema.
Sicché nei prossimi mesi sentirete ripetere che, James Bond, il celebre agente 007 di Ian Fleming, compie cinquant'anni. Il che è vero solo per metà. L'altra metà è che ne compie sessanta.
In realtà parte dell'equivoco sorge dal fatto che il personaggio è nato due volte, nello stesso luogo, quasi lo stesso giorno e in entrambe le circostanze in presenza del suo creatore... ma a distanza di dieci anni l'una dall'altra. D'altra parte, per citare un famoso titolo di Ian Fleming, si vive solo due volte.

casino_cop_benda_casino_cop_corriere_2Il primo compleanno risale al 15 gennaio 1952, quando Fleming, giornalista londinese di origini scozzesi, si mette alla macchina da scrivere e batte le prime parole del suo primo romanzo, Casino Royale, che ha in mente fin dagli anni Quaranta. Il luogo è una tenuta in Giamaica, non lontano da Oracabessa, parola che deriva dallo spagnolo e significa «testa d'oro». Forse per questo l'aspirante romanziere, quando ha acquistato la proprietà, ha ritenuto opportuno battezzarla Goldeneye, «occhio d'oro», che guarda caso era il nome in codice di una delle operazioni segrete in cui ha lavorato durante la guerra per conto del NID, il servizio segreto della Royal Navy.
In quel momento Fleming, che compirà quarantaquattro anni nel maggio successivo, cerca forse di distogliere la mente da ciò che lo aspetta a breve: il matrimonio, legame a cui non dev'essere troppo propenso. La sua ambizione è «scrivere la spy-story che porrà fine a tutte le spy-story». Non immagina che il suo agente segreto – che battezza James Bond, rubando il nome all'autore di una guida ornitologica delle Indie occidentali – di fatto rivoluzionerà il genere, creando un nuovo filone e una serie che gli sopravviverà per decenni.
La vicenda si basa sulle esperienze di Fleming nei servizi segreti, anche se gli avversari non sono più i nazisti dei suoi tempi, bensì gli agenti stalinisti degli anni Cinquanta, ma situazioni e metodi non sono cambiati dal decennio precedente. Il romanzo viene pubblicato l'anno successivo; apparirà in Italia per la prima volta nel 1958 come La benda nera ne «I romanzi del Corriere», per poi uscire nella classica edizione Garzanti come Casinò Royal, senza la e finale, dimenticando che qui royale non è un aggettivo bensì il nome della città immaginaria in cui è ambientata la storia, Royale-les-Eaux, ispirata alle località francesi dei cui casinò Fleming era frequentatore negli anni Trenta.
Il romanzo non gode di un enorme successo alla sua prima apparizione in Gran Bretagna, dove vendono molto di più i libri del fratello maggiore di Ian, Peter Fleming. Ma Casinò Royale non passa inosservato al romanziere americano Raymond Chandler, che rimane colpito dalle atmosfere noir simili a quelle delle sale da gioco de Il grande sonno, in cui le spie nemiche prendono il posto dei malavitosi. È l'anticamera per la pubblicazione negli Stati Uniti, che aumenterà in modo sensibile le vendite e si rivelerà determinante quando anni dopo Fleming risulterà essere uno degli scrittori preferiti dal presidente Kennedy. Fatto sta che nel 1954 lo scrittore pubblica un secondo romanzo, Vivi e lascia morire, ambientato tra gli Stati Uniti e l'amata Giamaica, e vende i diritti di Casinò Royale al cinema (al produttore Gregory Ratoff) e alla televisione (alla rete CBS).

bond7_2Se il primo non ne fa nulla, la seconda produce un adattamento televisivo da cinquanta minuti – recitato e trasmesso dal vivo come si usava allora – in onda negli Stati Uniti il 21 ottobre 1954. Per esigenze di interprete (la star è il californiano Barry Nelson) James Bond diventa un agente americano di nome Jimmy Bond, mentre LeChiffre è interpretato dal leggendario attore ungherese Peter Lorre. E, quando si chiede chi sia stata la prima donna a interpretare una Bondgirl, la risposta corretta è Linda Christian (nella foto qui accanto insieme a Nelson in una scena) attrice di padre olandese e madre messicana, all'epoca moglie di Tyrone Power e conseguentemente madre di Romina Power.
Ma, nonostante gli sforzi di Fleming, tanto l'idea di una serie televisiva quanto quella di un lungometraggio sfumano ripetutamente. L'idea per il serial ambientato in Giamaica James Bond of the Secret Service ispirerà allo scrittore il romanzo Il dottor No, mentre un trattamento scritto a sei mani da Fleming con il produttore Kevin McClory e lo sceneggiatore Jack Whittingham diviene la base per il romanzo Operazione Tuono. E questo sarà la causa di molti problemi, perché a libro pubblicato McClory reclama la comproprietà intellettuale del soggetto ed esige una partecipazione a qualsiasi pellicola basata su di esso, dando inizio a una battaglia legale da questi vinta inizialmente con Fleming ma persa decenni dopo contro la casa di produzione Eon.
Lo scrittore continua a produrre in media un libro di 007 all'anno fino alla sua morte, nell'agosto del 1964, per un totale di dodici romanzi cui si aggiungono due volumi di racconti e due libri di non-fiction. Il creatore di James Bond scompare proprio nel momento in cui il successo globale sta per arridere alla sua creatura: se i film Licenza di uccidere e Dalla Russia con amore hanno avuto successo, è con il terzo film, Missione Goldfinger, distribuito tra il Natale 1964 e i primi mesi del 1965, che si scatena la Bondmania, generando un rinnovato interesse per i romanzi e moltiplicandone le vendite.

Barry_Nelson_casino_Royale_2Paradossalmente, il successo mondiale di 007 arriva grazie a una certa dose di tradimento. Il Bond dei romanzi è cupo, tormentato; ama la bella vita e le belle donne perché è conscio di dover vivere ogni momento come se fosse l'ultimo e paga per ogni singolo piacere con la sofferenza fisica o gravi perdite a livello personale. Il Bond del cinema è un playboy impenitente, cinico e ironico anche quando uccide, equipaggiato con attrezzature tecnologiche molto più vistose ed eclatanti di quelle che appaiono nei libri. La versione di celluloide incarna quella voglia di jet-set, auto di lusso, divertimento e successo che anima gli anni Sessanta, dopo che il mondo si è finalmente ripreso dai traumi della guerra e anche in Italia si parla di boom economico.
In ogni caso i libri di 007 sono un tale successo che, dopo la morte prematura di Fleming e la pubblicazione dell'ultimo romanzo (L'uomo dalla pistola d'oro) di un volume con gli ultimi racconti non ancora usciti in libreria (Octopussy), la società da lui stesso fondata per la gestione dei diritti letterari delle sue opere e del personaggio, la Glidrose (poi ribattezzata Ian Fleming Publications) decide di proseguire la saga. I primi due libri sono scritti da due autori che conoscevano bene il creatore di 007 e il suo personaggio: un vero e proprio romanzo in puro stile fleminghiano, Il colonnello Sun di Robert Markham (pseudonimo del romanziere Kingsley Amis) e una curiosa opera di John Pearson, James Bond-The Authorized Biography, in cui l'autore «intervista» 007 facendosi raccontare varie sue avventure.
Poi, per qualche tempo le uniche apparizioni letterarie sono le due novelization firmate da Christopher Wood e basate su due sceneggiature cinematografiche di questi, La spia che mi amava e Moonraker-Operazione Spazio, due storie decisamente diverse da quelle precedentemente raccontate da Fleming sotto quei titoli. Fino a quando nel 1981 la saga riprende con un libro all'anno (cui si aggiungeranno le novelization di Vendetta privata e Goldeneye) per mano di un apprezzato autore di spionaggio, John Gardner, noto negli anni Sessanta per la serie in chiave ironica Il Liquidatore. L'indirizzo dato dalla Glidrose ai nuovi romanzi di 007 impone che proseguano la saga originale di Fleming – senza far troppo caso allo scorrere del tempo, visto che James Bond dovrebbe ormai avere quasi sessant'anni – con qualche strizzatina d'occhio però alla serie cinematografica. Gardner però si stanca presto, la qualità dei suoi libri è altalenante e il suo ultimo romanzo della serie, scritto in un periodo di grave malattia, è alquanto disastroso.
A sostituire Gardner come continuatore della saga viene chiamato uno scrittore americano di nome Raymond Benson, che grazie a un suo pregevole lavoro di saggistica, The James Bond Bedside Companion, si è rivelato uno dei più profondi conoscitori del personaggio. È la prima volta che il personaggio passa nelle mani di un autore d'oltreoceano, ma il risultato è tra i più apprezzati dai cultori dello 007 letterario, con sei romanzi originali – tra cui Tempo di uccidere, a mio avviso uno dei migliori libri di James Bond di tutti i tempi – tre racconti e tre novelization (Il domani non muore mai, Il mondo non basta e La morte può attendere) che risultano insolitamente superiori alle sceneggiature su cui sono basate. Anche qui la linea editoriale prevede che le storie siano seguiti dei romanzi precedenti, con un occhio sempre più attento alle scelte cinematografiche cui il pubblico si è ormai abituato... e senza far caso al fatto che Bond dovrebbe essere ormai prossimo agli ottant'anni.

Ian_Fleming_cover_Life_intera_2Dal 2006, mentre Benson prosegue la sua carriera letteraria al di fuori del mondo di 007, la IFP sospende i seguiti per rilanciare in varie edizioni le opere di Fleming e dedicarsi ad altre due serie: una dedicata al giovane James Bond, scritta da Charlie Higson e ambientata negli anni Trenta, e un'altra intitolata The Moneypenny Diaries, di Kate Westbrook (pseudonimo di Samantha Weinberg), con protagonista la segretaria del capo di 007, ambientati in contemporanea con le storie di Fleming. Viene il sospetto che si tratti di un'operazione di marketing, per attirare il pubblico dei principali bestseller britannici degli ultimi anni, ovvero Harry Potter e Bridget Jones.
Nel 2008, in corrispondenza del centenario della nascita di Fleming, un nuovo romanzo di James Bond ambientato poco dopo le storie originali viene affidato al britannico Sebastian Faulks, autore che dichiara di non aver preso molto sul serio l'incarico di scrivere Non c'è tempo per morire, il che non sembra la migliore pubblicità per un libro. Del 2011 è invece Carta bianca, nuovamente affidato a uno scrittore americano: Jeffery Deaver, già autore bestseller in tutto il mondo e da sempre appassionato di Fleming, scrive – suppongo su indicazione della IFP – una storia ambientata ai giorni nostri con uno 007 ringiovanito, al pari di quello cinematografico di Daniel Craig. Curioso a dirsi, sono stato io a presentare Raymond Benson a Jeffery Deaver nel 2005 e nel 2006 ho pubblicato negli USA un breve saggio in cui notavo l'influenza che Ian Fleming aveva avuto su alcuni elementi poi divenuti caratteristici delle opere di Deaver. Non escludo di avere in qualche modo influenzato la scelta del successore di Raymond Benson.
Non si sa al momento se la IFP continuerà ad affidare singoli romanzi ogni volta a un autore diverso, oppure se tornerà a incaricare uno scrittore di produrre una serie completa, oppure ancora se deciderà di non pubblicare più nuovi libri. Quello che è certo – alla faccia di certi incompetenti che cercano di lavorare nel mondo dell'editoria – a sessant'anni dalla sua prima nascita 007 ha ancora parecchio da dire nella letteratura di genere. Così come al cinema, ma di questo argomento si parlerà nella seconda parte dell'articolo.



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