Andrea Carlo Cappi

Andrea Carlo Cappi

Mission-Impossible-Ghost-Protocol-PosterDa Budapest a Mosca, da Dubai fino a Bombay, la nuova avventura della Impossible Mission Force rinverdisce i fasti di una serie cominciata in televisione quarantacinque anni fa, in quello che mi sembra il film più riuscito dopo il primo episodio cinematografico diretto nel 1996 da Brian DePalma. Alle scene spettacolari e realmente emozionanti si uniscono anche un buon soggetto (per quanto lo spunto narrativo non sia spaventosamente originale), una sceneggiatura con ottime trovate e una bella scelta di interpreti che alla fine rende quasi simpatico persino Tom Cruise. Dietro le quinte la mano del produttore J. J. Abrahams, già co-sceneggiatore e regista del terzo episodio su grande schermo, che apporta il suo musicista di fiducia (l'ottimo Michael Giacchino, che ha vita facile basandosi tanto sullo stile quanto sul celeberrimo tema musicale ideati da Lalo Schifrin negli anni Sessanta) e una breve partecipazione di uno dei divi del suo Lost, Josh Holloway, qui meno biondo e meglio rasato.

Marilyn_DKRiprendiamo dall'articolo precedente il discorso del fumetto visto come cinema... a basso budget. Rispetto al cinema, il fumetto non ha nemmeno problemi di casting, si può scegliere il volto che si desidera. Per esempio quello di Rupert Everett per Dylan Dog, ben prima che l'attore fosse scritturato per Dellamore Dellamorte. Per fare un altro esempio, nell'ambito di Cartoomics 2012 una mostra su Marilyn Monroe come è stata vista dal fumetto italiano: il volto dell'attrice è stato usato per intepretare un personaggio in Diabolik, (si veda l'immagine qui accanto), uno in Ken Parker e persino se stessa in uno storia gialla di Milani & Toppi sul Corriere dei Ragazzi.
Quindi non dev'essere una coincidenza se lo sviluppo del fumetto popolare italiano, in particolare quello di avventura, coincide con gli anni Trenta, epoca in cui con Cinecittà si consolida l'industria cinematografica nazionale. Gli italiani cominciano a sognare per immagini. E si verifica lo stesso fenomeno che sta accadendo per la narrativa thriller: la nuova collana I Libri Gialli nata presso Mondadori nel 1929 ha portato in Italia la narrativa mystery britannica e americana e subito alcuni autori italiani si cimentano, malgrado le imposizioni del regime, nello stesso genere; tra loro un giovane Giorgio Scerbanenco, che trent'anni dopo aprirà la strada al noir italiano.

corsaro_nero_fumettiSergio Bonelli, figlio del creatore di Tex, a sua volta creatore di Zagor e di Mister No, editore di molte delle testate di maggior successo del campo fumettistico popolare italiano, alla domanda su cosa fosse il fumetto, rispondeva che era «il cinema dei poveri». Contrariamente a quanto si può pensare, la definizione non intende affatto essere offensiva, anzi, è una lucida visione di come i comics abbiano molto in comune con l'altro medium loro coetaneo, pur godendo di una maggiore libertà di espressione. 
Del resto è improbabile che Sergio Bonelli, che è stato fino al 26 settembre 2011 l'incarnazione vivente dell'editoria fumettistica italiana, volesse rinnegare il lavoro di sceneggiatore e artefice di miti avventurosi fatto per anni da suo padre e da lui stesso, o denigrare la nobiltà di questo mezzo espressivo. Il fumetto, però, è davvero il cinema ridotto all'essenziale, cioè allo storyboard, a cui vengono aggiunti i dialoghi per mezzo delle «nuvole parlanti».

codice_beatlesNella vita di Fabio Ferrugli, giornalista milanese che tira a campare come free-lance, non resta molto su cui contare, dopo che la fidanzata gli ha annunciato la propria imminente fuga con un sedicente guru. Non resta molto, a parte la passione per i Beatles e in particolare per il mistero della presunta morte di Paul McCartney, che secondo alcune voci sarebbe scomparso anzitempo in un incidente nel lontano 1966, per essere sostituito da un sosia, dotato però dello stesso talento musicale.
Fabio non immagina che questo suo acceso interesse da complottista nerd stia per condurlo in un'avventura incredibile, alla scoperta di scottanti segreti che potrebbero portarlo a una dolorosa e prematura dipartita.

tutto_quel_neroGiovane e precaria, la torinese Susanna Marino accetta un lavoro insolito ma ben pagato: cercare l'unica copia di un film introvabile, secondo alcuni mai esistito, ma per il quale un misterioso cliente è disposto a pagare un quarto di milione di euro.
Susanna non si aspetta che il mestiere di «cacciatrice di pellicole» possa rivelarsi pericoloso, né immagina che ci sia qualcosa di strano in quel film in cui appare Soledad Miranda, attrice spagnola che di lì a poco e per breve tempo sarebbe divenuta a suo modo una star. Non sa che in una scena Soledad e il marito percorrono in auto la strada sulla quale sei anni dopo avranno un pauroso incidente in cui l'attrice morirà, procurando all'introvabile Un dia en Lisboa la fama di pellicola maledetta.
Ma perché Susanna, durante la sua ricerca, comincia a rivivere momenti che sembrano appartenere alla vita dell'attrice prematuramente scomparsa?

bonelli_e_tex«Purtroppo devo comunicarvi che Sergio Bonelli è morto stamattina», annuncia il 26 settembre, in un messaggio alla mailing list di Martin Mystère riportato sulla pagina BVZM su Facebook, il fumettista Alfredo Castelli, che si dice"frastornato" dalla notizia.
Ed è una brutta notizia davvero, anche per chi non lo conosceva altrettanto bene e per le centinaia di migliaia di lettori che ne leggevano il nome sulle sue pubblicazioni. Fino a oggi, Bonelli era uno di quei personaggi del mondo reale a cui d'istinto e con affetto si attribuisce nella carne la stessa immortalità che gli spetta nella carta.

singing_detectiveDopo Our Friends in the North, restiamo in ambito di serie BBC che flirtano con il noir tornando però indietro di un decennio, quando lo sceneggiatore Dennis Potter inserisce il personaggio di... Philip Marlow (senza la e finale) in un complesso intreccio di realtà, memoria, allucinazione, psicoterapia, surrealismo, musical e satira, con un omaggio al noir anni Quaranta e persino un tocco pirandelliano. È la miniserie The Singing Detective del 1986, sei puntate per circa sei ore e mezza di trasmissione, considerata uno spartiacque della televisione britannica e ispiratrice dell'omonimo film del 2003 con Robert Downey Jr., in cui tuttavia la storia veniva trapiantata negli USA e il protagonista ribattezzato Dan Dark.
Innanzitutto, a dispetto di quanto possa sembrare dalle sequenze iniziali, The Singing Detective non è un thriller. Nella finzione, il titolo è lo stesso di un romanzo di successo (ma ormai fuori catalogo) di uno scrittore che si chiama appunto Philip E. Marlow: con un nome del genere non poteva fare altro che lo scrittore; se solo sua madre lo avesse chiamato Christopher, dice il protagonista (Michael Gambon) a una graziosa infermiera (Joanne Whalley) che non sa chi siano né il detective chandleriano né il drammaturgo elisabettiano.

our-friends-in-the-north-british-drama-dvd-tv-series-f0e20Una serie televisiva della BBC datata 1996, una saga che si svolge tra Newcastle-upon-Tyne e Londra negli anni dal 1964 al 1995 e che tratta – fra l'altro – della corruzione nel Partito Laburista negli anni '60 o delle manovre ancora meno limpide del Partito Conservatore ai tempi della Thatcher, potrebbe sembrare più mainstream che... borderfiction. Ma in effetti è una grande lezione di come si scrive per la televisione, innestando elementi noir in un contesto a più voci che non è esclusivamente di genere e sfruttando costruzioni da thriller anche per raccontare vicende che non sono necessariamente di suspense.
Ad aumentare l'interesse dei lettori di questo sito potrebbe contribuire la presenza nel cast dei due attori lanciati da questo sceneggiato, Christopher Eccleston (interprete nel 2005 della classica serie britannica di fantascienza Doctor Who) e Daniel Craig (che per i fan di 007 non ha bisogno di presentazioni), insieme al grande Malcolm McDowell (il leggendario Alex di Arancia meccanica).

niente-tranne-la-pioggia-3159250Ci sono vittime di serie A e vittime di serie B. La prostituta il cui corpo smembrato viene scoperto solo per caso appartiene decisamente alla seconda categoria. Ma a qualcuno importa ancora di lei: per esempio a Wil, vecchia gloria del rock italiano, che la frequentava abitualmente; e al suo amico Vasco Lubrano, poliziotto in servizio a Bergamo, più bravo sul lavoro che nei rapporti umani. Così come a un libraio solitario, legato suo malgrado ad amicizie pericolose, importa della sua donna, che spera di salvare dall'organizzazione che la sfrutta.
Preoccuparsi delle vittime di serie B può essere rischioso. E l'indagine di Lubrano finisce per scoperchiare qualcosa di più di un giro di prostituzione in cui chi sgarra muore.

chapman_maximMolte grandi storie di spie passano tra le lenzuola. Non si tratta solo di una convenzione letteraria ispirata dai romanzi d’azione degli anni Cinquanta e Sessanta, a loro volta derivati dalla letteratura hardboiled degli anni Trenta e Quaranta. Se Hubert Bonisseur de la Bath alias OSS117 e James Bond alias 007 (in rigoroso ordine di apparizione) sono sempre tra le braccia di una donna, non è solo per solleticare i lettori, ma anche perché i loro autori, rispettivamente Jean Bruce e Ian Fleming, avevano avuto esperienza diretta del mondo dello spionaggio e sapevano come certe cose funzionassero. Tant’è vero che il grande boom della letteratura e del cinema di spionaggio coincide con gli anni Sessanta (quando tanto Bruce quanto Fleming morirono prematuramente, lasciandoci in eredità le loro creature), un’epoca in cui le regole sociali in materia di sesso cominciavano a vacillare e potevano farsi largo persino eroine come Modesty Blaise, “la bellissima che uccide” dei fumetti e dei romanzi di Peter O’Donnell, incarnata sullo schermo in versione camp da una Monica Vitti dannatamente sexy.

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