Andrea Carlo Cappi

Andrea Carlo Cappi

IMG_8394bisLa saga di Nightshade pubblicata da Segretissimo (Mondadori) tra il 2002 e il 2012 occupa di fatto un tempo narrativo di meno di quattro anni, dal settembre 2001, quando la protagonista Mercy Contreras viene reclutata dalla CIA come agente a contratto (episodio che si vede in realtà nel terzo romanzo, Obiettivo Sickrose, dove si racconta com'è nata la Sezione D), fino al luglio del 2005, in cui si svolgono gli ultimi capitoli di Protocollo Hunt. Nel corso della serie, tuttavia, alcuni flashback tornano indietro fino alla Seconda guerra mondiale (Progetto Lovelace), alla guerra del Vietnam (Destinazione Halong) e al passato della protagonista.
Nel primo romanzo, Nightshade-Missione Cuba, non è specificato il periodo esatto in cui si svolge la trama, anche se si presume che sia nella prima metà del 2002. Viene fatto cenno a due missioni precedenti, ad Amburgo e a Madrid, che in realtà sono narrate in due racconti scritti molto dopo: Coralba Club (uscito sul numero 4 della rivista digitale Action, luglio 2012) e Capriccio espagnol (pubblicato online a puntate su ThrillerMagazine alla fine di agosto 2012), che è una sorta di preludio a Missione Cuba.

r2_IMG_8575_editedDietro le quinte di una serie di thriller che nell'estate 2012 ha festeggiato dieci anni con la pubblicazione del settimo romanzo. Scritta da un'autore italiano, ma dotata di un respiro internazionale; connotata da scene di azione realistiche ma sofisticate, trame complesse ma plausibili.
È una serie di spionaggio, uno degli argomenti apparentemente meno «italiani», quantomeno a livello di responso mediatico. Eppure è l'unico sottogenere di thriller che mantenga in Italia una collana mensile espressamente dedicata, con autori – anche nazionali – le cui vendite sono largamente superiori a molti presunti successi italiani e stranieri.
Vale anche per
Nightshade, che non è neppure la serie spionistica made in Italy più longeva – primato che spetta a Il Professionista di Stephen Gunn alias Stefano Di Marino, un successo che dura dal 1995 – ma è la prima e unica con protagonista una donna. Ne racconta i retroscena l'autore Andrea Carlo Cappi, che la firma (di solito) con lo pseudonimo François Torrent.

prometheus_poster_ridley-scott_alien_editedSpazio, ultima frontiera... No, prendiamola più alla lontana: nell'oscuro passato dell'umanità c'è un messaggio lasciato da intelligenze extraterrestri... Ecco, sì. E nel prossimo futuro una spedizione su un lontano pianeta, alla ricerca delle vere origini dell'uomo, sponsorizzata da un sosia di quel signore che clonava dinosauri in Jurassic Park... E infine tracce di una civiltà perduta, che ha evocato forze che non ha saputo controllare. Volendo essere cattivi – ma quantomeno competenti in materia – il soggetto del nuovo film di Ridley Scott, sceneggiato dall'emergente Jon Spaihts e dal veterano di Lost Damon Lindelof, potrebbe essere adatto più a un nuovo arguto team-up Nathan Never-Martin Mystère, dove le citazioni sarebbero appropriate, che al ritorno di un grande regista alla fantascienza. Ma, volendo essere onesti, il cinema americano si è sempre nutrito di se stesso, al solo scopo di produrre intrattenimento. E, quando lo fa bene, anche la scarsa originalità è legittima. Soprattutto se si considera che Prometheus è il prequel di un film storico del genere... o meglio la prima parte di una possibile trilogia di prequel (stando a una voce diffusa dallo stesso Ridley Scott) di cui la seconda sarebbe già in preparazione.

the_job_small_editedNel 2003, lo stesso anno in cui esce Kill Bill, appare negli USA una pellicola che con il film di Tarantino condivide un'interprete e uno dei sottotemi: Daryl Hannah e i problemi di un'assassina di professione quando rimane incinta e decide di abbandonare il mestiere. Lo svolgimento è meno epico, citazionista e spettacolare rispetto ai due «volumi» con Uma Thurman, ma siamo di fronte a un film in cui, per una volta, il termine noir non è fuori luogo.
Lo sceneggiatore e regista Kenny Golde racconta la storia di C. J. March, meravigliosamente interpretata da una Daryl Hannah al giusto grado di stagionatura: una killer durissima dal cinismo perfetto, da anni al servizio del boss della droga Vernon (Alex Rocco, adeguato nel suo essere sopra le righe).
Non è un periodo fortunato per C.J., che ha appena eliminato un «uomo d'affari» colpevole di aver rubato a Vernon venti chili di eroina (almeno 400.000 dollari al dettaglio). La killer è arrivata solo poco dopo che la valigetta piena di droga era stata scambiata con una identica, vuota.

The-dark-knight-rises-Poster-15Il terzo capitolo della nuova saga cinematografica di Batman si pone in diretta concorrenza con The Avengers come miglior film del 2012 basato sui super-fumetti.
Questa però è l'alternativa oscura, anche nel senso di molto meno colorata, lontanissima tanto da altre visioni supereroiche quanto da molte altre versioni cinematografiche del pipistrello di Gotham City. Ma perfettamente coerente con la visione che ne ha dato Christopher Nolan nei due film precedenti di quella che dovrebbe restare una trilogia... sperando che non ceda il passo a un ennesimo (e difficilmente comparabile) reboot fra un paio di anni.
Cominciamo con un breve riassunto della Batman-story: potrebbe sembrare superfluo ma, visto che un giornalista italiano in occasione della strage di Denver – tristemente avvenuta durante una delle prime proiezioni del film negli USA – ha affermato che Batman è un personaggio creato da Neil Gaiman, forse il bigino non è del tutto inutile. 

marilyn_dead_smallCinquant'anni fa, una notte tra sabato 4 e domenica 5 agosto, la morte consegnava alla leggenda una donna che già in vita si era conquistata il ruolo di mito e di sex-symbol... di icona, si direbbe oggi. Era già a suo modo famosa prima di diventare Marilyn Monroe, quando sotto vari nomi compariva come pin-up su copertine di riviste o illustrava un calendario nuda su velluto rosso. Non per niente quelle stesse immagini apparvero in seguito sul primo numero di una rivista per allora rivoluzionaria, Playboy, e anche da questo lato dell'oceano Fred Buscaglione la citava in una canzone come il motivo principale per «scoprir l'America». Persino in un panorama di attrici hollywoodiane che comprendeva Rita Hayworth, Ava Gardner, Kim Novak o Grace Kelly (colei che Hitchcock considerava, sul piano sessuale, l'esatto contrario di Marilyn), la star di A qualcuno piace caldo era la più amata e desiderata dal pubblico. Probabilmente è la donna più fotografata di tutti i tempi, come testimonia una pagina Facebook che le ho dedicato e che ha raggiunto centocinquantamila persone in tutto il mondo. Ma, come aveva detto lei stessa quel sabato pomeriggio al suo psichiatra: «La donna più bella del mondo... e non ho nessuno con cui uscire al sabato sera.»

the-amazing-spider-man-3d-2012-poster-finalDopo avere parlato dell'Uomo Ragno a fumetti, in televisione e al cinema, mancava giusto l'ultimo tassello: il film diretto da Marc Webb, uscito nell'estate 2012. Il progetto di partenza doveva essere Spiderman 4 e proseguire il ciclo cominciato da Sam Raimi, eventualmente con un nuovo cast; la presenza di Lizard come avversario era stata preparata con le varie apparizioni di Curtis Connors (prima della metamorfosi) nei due film precedenti. Poi è stato deciso di fare di questo episodio un reboot, seguendo la nuova moda di far ripartire una serie da zero. Un'usanza che a volte può avere senso, come per La pantera rosa, Batman o 007. Altre volte, come nel caso di Conan e di questo Spiderman, sembra piuttosto volersi rivolgere a un pubblico privo di memoria storica, nonostante viviamo in un'epoca in cui televisioni e home video rendono più accessibili i film del recente passato, o almeno quelli più commerciali.

cover_profNel 2010, con una mostra di tavole originali a Cartoomics, a Milano, una grande  testata italiana ha festeggiato cinquant'anni di attività: Segretissimo, nata nel 1960, quando lo staff de Il Giallo Mondadori si accorse che tanto in Francia quanto nel mondo anglosassone si stava sviluppando sempre di più la variante del thriller chiamata spy-story, che per raccontare le sue vicende si agganciava alla realtà politica internazionale del momento: la Guerra Fredda, nella fattispecie.
Così  Mondadori diede vita a una nuova pubblicazione sul modello del Giallo, destinata anch'essa alle edicole (canale vitalissimo ai tempi), che in qualche caso avrebbe superato nelle vendite la sorella maggiore.

thor_movie_widowAbbiamo visto negli articoli precedenti la nascita della versione a fumetti del personaggio mitologico di Thor, incarnato in un essere umano, Donald Blake, medico gracile e zoppicante; quindi la sua affiliazione ai Vendicatori, con gli occasionali ritorni alla vita da dio-guerriero nel mondo di Asgard.
Man mano che le avventure di Thor si alternano tra la consueta (e, negli anni Sessanta, ancora piuttosto ingenua) fantascienza marveliana sulla Terra e la fumettisticamente innovativa heroic fantasy nel mondo degli dei, cambia anche il suo modo di esprimersi. Nei panni del dio del tuono, il personaggio parla in un altisonante inglese (quasi) arcaico, quello che gli anglosassoni conoscono dagli studi di Shakespeare: una lingua che sembra comune a tutti gli abitatori dei mondi frequentati da dei, giganti e troll. Il che forse giustifica che il primo a portare Thor sul grande schermo come regista sia Kenneth Branagh.

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