Andrea Carlo Cappi

Andrea Carlo Cappi

spectre Captura

Il 4 dicembre 2014, nello 007 Stage dei Pinewood Studios («Il più grande set in Europa... dove i budget vanno a morire», scherza il regista Sam Mendes al fianco della produttrice Barbara Broccoli) viene dato l’annuncio del titolo e del cast del ventiquattresimo film ufficiale di James Bond – quarto del nuovo ciclo con Daniel Craig cominciato nel 2006 – le cui riprese avranno inizio la mattina di lunedì 8 dicembre. E il titolo che appare da un’animazione sullo schermo allestito nel colossale studio cinematografico è altamente evocativo, per chi conosce il Mondo Bond: SPECTRE, un nome che richiama alla mente tre celebri romanzi di Ian Fleming, tre sequel scritti da John Gardner e, direttamente o indirettamente, ben otto dei venticinque (o ventisei?) film realizzati in passato sull’agente 007. Se i conti non vi tornano, volete scoprire le anticipazioni di Sam Mendes sulla pellicola in uscita il 5 novembre 2015 e conoscere tutto quello che potreste ignorare sui retroscena della SPECTRE nella storia di James Bond, leggete questo articolo.

tutto quel blu copertinaCristiana Astori è tornata. Susanna Marino è tornata. E tutt’e due, per la gioia dei lettori, ci sono ricascate. Susanna, già protagonista di Tutto quel nero e Tutto quel rosso, pubblicati con straordinario successo di vendite negli anni scorsi da Il Giallo Mondadori, si trova di nuovo coinvolta in un intrigo nell’ambiente insolito e originale dei cacciatori e dei collezionisti di film introvabili. E Cristiana, ancora una volta, si è documentata indagando su una autentica pellicola “misteriosa”: L’autuomo del regista Marco Masi, che Cristiana naturalmente è riuscita a vedere (in questo caso con la complicità e la cortesia dell’autore stesso). Mescolando realtà e fantasia, personaggi reali e situazioni immaginarie, è nato questo terzo romanzo pieno di trovate brillanti, che come i precedenti è tra i più attesi non solo dai tanti appassionati de Il Giallo Mondadori made in Italy, ma anche dai cultori del cinema di genere più creativo.

cop Medina 200Nel novembre 1994, sul numero 1 di SuperGiallo Mondadori, tra i racconti di alcuni dei più grandi autori americani del genere selezionati dall’Ellery Queen Mystery Magazine e di alcune delle firme italiane illustri de Il Giallo Mondadori, faceva la sua comparsa un mio nuovo personaggio. Nuovo per i lettori, ma una vecchia conoscenza per me. Il suo nome era Carlo Medina e si occupava di intrighi e di omicidi.
Nel novembre 2014 quel racconto – primo pubblicato, ma secondo nella cronologia – insieme alle altre tre storie che hanno posto le basi della serie Medina, riappare nella nuova edizione di una raccolta ormai fuori commercio da una decina d’anni, celebrando il primo ventennale di un personaggio che, se non per i meriti dell'autore (su questo argomento sarei leggermente di parte) di sicuro per le sue insolite caratteristiche, si distingue tuttora nel panorama del thriller italiano.

guardians jpegNell’universo filmico Marvel legato a The Avengers arriva – anche in Italia, con un certo ritardo rispetto al resto del mondo – un nuovo capitolo che introduce nella saga nuovi personaggi, ma può essere visto senza avere seguito le puntate precedenti, vale a dire i vari Iron Man, Capitan America, Thor, etc. Anche perché qui il linguaggio è piuttosto diverso, molto più allegro di quanto ci sia capitato di vedere sinora in questa serie. Il risultato è un piacevolissimo film di intrattenimento... estivo, con una brillante colonna sonora, premiato da un prevedibile successo. Un risultato più brillante rispetto alla nuova serie di Spiderman, che mantiene su un buon livello il ciclo legato a The Avengers (al pari di quello di X-Men).

Q comingStephen King ha ragione (c'era da dubitarne?) quando afferma che l'appassionato di cinema fanta-horror è disposto a vedere qualsiasi boiata nella speranza di cogliere qualche perla. E in effetti qualcosa di buono a volte si trova, pure in un film che si avvicina più alla serie Q (appunto) che alla B. Certo, l'animazione delle creature in stop motion faceva impressione ai tempi del primo King Kong o nelle mani di Ray Harryhausen, mentre qui si vede un po' troppo la plastilina e l'effetto speciale più riuscito è l'ombra della bestia in volo che si proietta sui grattacieli. La sceneggiatura è un po' scombiccherata, ma l'idea ha quasi un certo fascino: nella Manhattan del 1982 un adoratore del dio azteco Quetzalcoatl trova (non si sa come) alcuni volontari per sacrifici umani destinati a riportare in vita la divinità dalla forma di serpente alato; di fatto è un'enorme lucertola volante che trova tra i grattacieli un habitat perfetto per le sue abitudini di predatore. Del resto, come osserva un poliziotto nel corso del film, «New York è famosa perché si mangia bene.»

jour se leve classicAnche se si apre con un omicidio, Le jour se lève non è propriamente un noir come quelli che Jean Gabin interpreterà a partire del dopoguerra. Semmai è figlio del naturalismo letterario francese, oltre che della felice collaborazione del regista Marcel Carné con il poeta Jacques Prévert (autore dei dialoghi) oltre che con lo scrittore e sceneggiatore Jacques Viot, autore del soggetto originale. Inserito nella corrente del realismo poetico, è una pellicola di impegno sociale nel suo contrapporre realtà e apparenza (oggi diremmo «immagine»), onestà e disonestà, serietà e inganno, oltre che, en passant, nel criticare le condizioni di lavoro in fabbrica. È anche un film le cui vicissitudini si intrecciano in modo curioso con la Storia, tanto da rischiare di scomparire per sempre dalla faccia della Terra, salvandosi per miracolo e sopravvivendo fino ai nostri tempi.

wolverine2Dopo le due pellicole sul passato degli X-Men (X-Men – Le origini – Wolverine e X-Men – L'inizio), riprende la saga da dove è stata lasciata al termine del terzo episodio, X-Men -Conflitto finale) con un film interamente dedicato al personaggio più famoso della serie a fumetti della Marvel. Hugh Jackman appare per la sesta volta (contando la partecipazione straordinaria ne L'inizio) nel ruolo di Logan in The Wolverine, distribuito in giro per il mondo con il sottotitolo L'immortale per evitare, presumibilmente, confusioni con il prequel sulle sue origini.

La Fase 2 ha avuto gloriosamente inizio. Dopo il percorso di Iron Man, L'incredibile Hulk, Iron Man 2, Thor e Capitan America che ha portato al clamoroso successo di The Avengers, la Marvel comincia il suo secondo ciclo di film interconnessi sul mondo dei Vendicatori, che proseguirà con Thor: The Dark World nell'autunno 2013 e Captain America: The Winter Soldier alle soglie della primavera 2014. Nel terzo film di Iron Man, che esce a cinquant'anni dalla nascita del personaggio, l'eroe con l'armatura è segnato dallo stress post-traumatico dovuto ai drammatici eventi del finale di The Avengers, che gli procura immotivati attacchi di panico. Nevrotico, iperattivo, l'industriale Tony Stark (Robert Downey Jr.) sta mettendo a dura prova la pazienza della convivente e socia in affari Pepper Potts (Gwyneth Paltrow) quando nella sua vita ricompaiono due persone del passato e un nuovo misterioso nemico che si fa chiamare Il Mandarino (sir Ben Kingsley, che nel film riserva non poche sorprese): un terrorista che rivendica con video molto suggestivi vari attentati anti-americani nel mondo, ritratto a metà tra un nuovo Osama bin Laden e (per ammissione degli sceneggiatori) il Kurtz di Marlon Brando in Apocalypse Now.

A metà degli anni Sessanta il fenomeno cinematografico di 007 – che nelle trame dei romanzi originali di Fleming insinua nuovi elementi fanta-tecnologici che allontanano via via il personaggio dalle sue radici per farne un'icona dell'epoca – dà origine a strane contaminazioni. Da una parte sullo schermo diventa di moda l'agente segreto playboy, dall'altra l'icona dello scienziato pazzo si rimescola con quella dell'organizzazione criminale internazionale che, in un'epoca di ideologie e blocchi contrapposti a rischio di guerra atomica, unisce invece Occidente e Oriente in fragili alleanze contro il comune nemico. Organizzazioni che, come la SPECTRE lanciata dalle storie di James Bond, rappresentano il lato oscuro della scienza, spesso metafora delle autentiche minacce che gravano sull'umanità nello stesso istante in cui il boom economico irrompe nella vita della gente comune, scatenando uno sfrenato ottimismo tecnologico che si esprime attraverso automobili, elettrodomestici e televisione. Che si voglia o no, la fantascienza diventa parte della vita di tutti i giorni.

In piena Guerra Fredda, a metà degli anni Sessanta, il delegato all'ONU di un paese del blocco sovietico esplicita una formale protesta per l'invio da parte degli USA di carburante per missili in Turchia. Solo che c'è stata una svista: l'invio ha subito un ritardo e non è stato ancora effettuato, anche se l'annuncio era circolato nella intelligence community americana a Istanbul; quindi l'informazione può provenire solo da un traditore all'interno di una cerchia ristretta e il principale sospettato è un militare legato sentimentalmente a una profuga bulgara residente in Turchia, della quale si sono appena perse le tracce. La giovane abitava in un pensionato per ragazze gestito dall'esercito degli Stati Uniti, la residencia del titolo spagnolo del film, e da qui dovranno partire le indagini. Da questo spunto narrativo ha inizio un thriller spionistico tra i più professionali dell'eclettico, geniale ma incostante regista spagnolo Jesús Franco, che nel momento in cui scrivo questo articolo è morto da pochi giorni (per un curioso destino, precedendo di poco il collega Bigas Luna).

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