007 SKYFALL

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Skyfall_posterIl terzo film era la prova del fuoco: tutti lo aspettavano per avere conferma o meno della validità di Daniel Craig in uno dei ruoli più ambiti dagli attori anglosassoni e della vitalità del marchio cinematografico più longevo della storia, giunto nel 2012 a cinquant'anni e ventitré pellicole "ufficiali" a scadenze quasi regolari: l'ulltimo episodio era Quantum of Solace del 2008, il secondo interpretato da Craig.
Per quanto riguarda Skyfall, il giudizio è assolutamente positivo: con questo film l'attore inglese è più 007 che mai, riunendo sia le caratteristiche dell'eroe dei romanzi di Fleming di rado rappresentato al cinema - pensoso, tormentato, vulnerabile nella sua durezza, spesso consumato da una rabbia fredda che lo spinge a sopravvivere a situazioni estreme - sia alcune sfumature che fanno invece parte del personaggio cinematografico, soprattutto un'ironia che obbedisce a una delle sue prime regole: mai mostrarsi debole davanti a un avversario. Skyfall gode di una bella sceneggiatura, anche se non perfetta quanto quella - assai più complessa - di Casinò Royale, di una particolare attenzione agli attori, di una canzone molto classicamente bondiana nello stile, e di una cura estetica quasi senza precedenti in un film di 007

berenice-marlohe-skyfall-posterA metà degli anni 2000, valutato forse l'esperimento fatto con Batman Begins da Chris Nolan, la Eon Productions degli eredi di Albert R. Broccoli - Barbara Broccoli e Michael G. Wilson - sfrutta l'acquisizione attesa per decenni dei diritti cinematografici del primo romanzo di 007 scritto da Ian Fleming per fare una mossa coraggiosa: interrompere la serie cominciata nel 1962 - e arrivata allora al ventesimo film ufficiale - per ricominciare dal principio. Dunque un nuovo interprete, nel ruolo di un James Bond ringiovanito che acquisisce ex novo la licenza di uccidere (una fase che nella serie storica non avevamo mai visto) e svolge la sua prima missione sotyo la cifra 007. È dunque il primo episodio di una nuova serie, anche se c'è un curioso elemento di continuità: l'interprete di M, capo dell'MI6, rimane Judi Dench, che già aveva sostenuto lo stesso ruolo nell'ultima fase del ciclo precedente, ovvero i quattro film con Pierce Brosnan distribuiti tra il 1995 e il 2002.
In effetti il Casinò Royale del 2006, che fu la ripresa del franchising dopo quattro anni di attesa, rimane uno dei migliori film di James Bond in assoluto: la collaborazione della coppia Purvis & Wade, collaudata nel periodo di Brosnan, a Paul Haggis porta a un'ottima sceneggiatura che presenta il nuovo 007 e crea nella prima parte una vicenda assolutamente inedita su cui nella seconda parte si innesta, con insolita fedeltà, una trasposizione in chiave moderna del romanzo di Ian Fleming di oltre mezzo secolo prima. La vicenda lascia in sospeso alcuni conti, parte dei quali vengono saldati nel secondo film del nuovo ciclo, Quantum of Solace, mentre altre questioni rimangono ancora da risolvere, si suppone in pellicole a venire. Il difetto di Quantum of Solace è di essere il film più breve in assoluto realizzato dalla Eon: da quanto è trapelato della sceneggiatura originale, si avverte il taglio di numerose scene, mai girate, penalizzando la trama e lo sviluppo dei personaggi... con un certo disappunto di Paul Haggis, che era tornato per l'occasione a collaborare con Purvis & Wade. Un errore che per fortuna non è stato commesso in Skyfall. in cui ai due scriptwriters abituali si è unito stavolta La nuova pellicola dura due ore e venti minuti... alternando sapientemente l'azione alla tensione e ai dialoghi: da notare il monologo all'apparizione di Javier Bardem e il dialogo tra 007 e Sévérine (Berenice Marlohe, nella foto qui sopra) al casinò di Macao.

naomie-harris-skyfall-poster-375x600La vicenda di Casinò Royale era ambientata nel 2006 e quella del suo seguito diretto, Quantum of Solace, aveva inizio subito dopo, anche se non c'erano precisazioni sulla data. Skyfall si svolge dichiaratamente nel 2012, quando Bond ha ormai alle spalle diversi anni di collaborazione con M. Rinunciando alla classica sequenza gunbarrel iniziale, spostata come in Quantum al principio dei titoli di coda, il film si apre con due accordi musicali che riportano lo spettatore alle prime scene di Dalla Russia con amore, proiettandolo subito in un contesto epico.
Il luogo è Istanbul e la situazione critica: un killer ha neutralizzato tre agenti dell'MI6 (ovvero il Secret Intelligence Service britannico, il servizio segreto estero per cui lavora 007) e si è appropriato del disco rigido di un computer, contenente identità vere e di copertura di tutti gli agenti NATO infiltrati in cellule terroristiche. Bond e una bella agente operativa di nome Eve (Naomie Harris, nella foto) si lanciano in un inseguimento che porta 007 in una situazione classica del cinema di avventura: la colluttazione sul tetto di un treno. Per ordine di M, Eve tenta di sparare al killer, ma colpisce accidentalmente Bond, che scompare nelle acque di un fiume (non sto rivelando più di quanto riveli lo stesso trailer del film). E qui assistiamo, con la canzone di Adele, alla sequenza titoli più gotica della serie di 007, in tema con l'uscita a Halloween, realizzata da Daniel Kleinmann, di cui un po' si era sentita la mancanza nella pellicola precedente.
Come nel romanzo Si vive solo due volte, Bond viene dato per morto ed M scrive il suo necrologio. Ma dopo aver fatto perdere le proprie tracce per alcuni mesi, in una sequenza che ricorda vagamente l'inizio del film The Bourne Supremacy, 007 scopre che l'MI6 è stato attaccato: un'esplosione ne ha devastato la sede sul Tamigi, obbligando il servizio segreto a trovare una nuova sede temporanea. In questo clima il redivivo Bond non solo deve dimostrare di essere ancora all'altezza del suo compito, ma deve schierarsi lealmente dalla parte di un capo, M, che non ha esitato a giocare con la vita dei suoi agenti, 007 compreso, mentre dall'alto arrivano pressioni perché la direzione dell'MI6 passi a un uomo nuovo: Gareth Mallory (Ralph Fiennes). Ma chi c'è dietro l'attacco? Chi manda sul computer di M messaggi grotteschi accompagnati dalla scritta "Pensa ai tuoi peccati"? Nel cuore di tenebra c'è Tiago Rodriguez alias Silva (Javier Bardem, nella foto sotto), operatore free-lance nel mondo delle spie, che ha un conto in sospeso con M. Bisessuale, esibizionista, calcolatore, manipolatore, Silva è sempre un passo avanti all'MI6 e lascerà a 007 un'unica via di uscita: lanciare al nemico una sfida sul luogo delle origini dimenticate di James Bond, la sua vecchia casa di famiglia in Scozia, dove al fianco del vecchio guardacaccia Kincade (Albert Finney) dovrà vedersela con forze soverchianti.

javier-bardem-skyfall-poster-375x600Le autocitazioni abbondano: come ne L'uomo dalla pistola d'oro l'avversario è una sorta di anti-Bonde come in Goldeneye proviene proprio dalle file dell'MI6 e la sua sete di vendetta deriva anche dalle deformazioni fisiche che ha riportato in servizio (l'esperto di fumetti Filippo Mazzarella ci ha visto subito una citazione del Joker di Batman, anche se in effetti era lo 006/Sean Bean di Goldeneye a ricordare uno degli avversari del Cavaliere Oscuro, per la precisione Due-Facce). Echi de L'uomo dalla pistola d'oro si avvertono nei dialoghi tra Bond e Eve (che ricorda quello con Mary Goodnight/Britt Ekland), nel rapporto tra Bond e Sévérine (analogo a quello con Andrea Anders/Maud Adams) e nel fatto che il cattivo abbia la sua base su un'isola, come del resto il Dottor No in Licenza di uccidere e Kananga in Vivi e lascia morire. E, ancora come ne L'uomo dalla pistola d'oro uno degli indizi per risalire a un assassino è il tipo di proiettile da questi impiegato. Mentre da Thunderball (romanzo e film) arriva un'altra suggestione: un tatuaggio cinese che permette di identificare l'affiliazione di un personaggio.
Il dialogo tra 007 e Q (Ben Whishaw) cita frasi classiche della vecchia serie, anche se il rapporto tra le età è invertito: il nuovo Quartermaster è decisamente più giovane di Bond; per i cultori dei romanzi, c'è di nuovo in scena anche il capo di stato maggiore Bill Tanner (Rory Kinnear). Compare anche un'Aston Martin DB5 ma, anche se non ha alcuna spiegazione logica nella trama, non è quella che Bond ha vinto a poker in Casinò Royale, bensì una vecchia auto che chiaramente è passata tra le mani della Sezione Q, come quella che abbiamo visto in Goldfinger e Thunderball. Tuttavia l'aspetto più suggestivo è quanto viene ricavato della biografia di 007 svelata da Fleming nel romanzo Si vive solo due volte, cui finora si era fatto solo un fuggevole riferimento in Casinò Royale; gli sceneggiatori lasciano nell'ombra alcuni dettagli nel caso in film successivi si volesse sviluppare il tema in modo diverso dal canone letterario, ma gli spettatori possono finalmente scoprire i nomi dei genitori di James Bond.

daniel-craig-skyfall-poster-375x600Skyfall è dunque un ottimo film di 007, con molti degli elementi tradizionali, l'azione a cui il pubblico è abituato, ma anche qualcosa di nuovo e di diverso, che non ne fa un semplice collage di citazioni e imitazioni come invece era avvenuto con il film del quarantennale, La morte può attendere, che dopo un avvio molto originale passava nei binari del videogioco, degli effetti al computer e della routine. Il nuovo James Bond è diverso, anche se negli ultimi minuti di pellicola ci riporta gloriosamente ad alcuni momenti indimenticati dei vecchi tempi. Da notare le scelte dei colori dominanti legati a ogni ambientazione: il grigio livido di Londra (qui presente più che in qualsiasi 007 precedente), il verde e il blu della Shanghai ipetecnologica attraversata da meduse di luce, il rosso e l'ambra di Macao, il grigio scuro della Scozia. Infine, se non fosse che i romanzi italiani pubblicati nella collana Segretissimo di Mondadori non sono stati mai pubblicati all'estero, si direbbe che Skyfall sia stato scritto da un avido lettore di Stefano Di Marino alias Stephen Gunn (il passato di Sévérine sembra quello di un personaggio femminile de Il Professionista) e di Giancarlo Narciso alias Jack Morisco, che nel primo episodio pubblicato di Banshee, proprio in omaggio alle creature minacciose che spesso popolavano i film di 007 (squali, piranha, anaconda...) faceva comparire un paio di inquietanti varani antropofagi; proprio come quelli che oggi troviamo nel serraglio nel casinò di Macao in Skyfall. Del resto il nuovo corso di Bond è perfettamente in linea con la visione della spy-story avventurosa inaugurata proprio dalla cosiddetta Legione - gli autori italiani di Segretissimo - inserendo in un contesto più moderno e realistico numerose suggestioni provenienti tanto dallo 007 letterario quanto da quello cinematografico.

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