Il_muroQuante volte passando davanti a un graffito scritto su un muro per la strada ci siamo chiesti chi possa averlo tracciato, quando, come, perché? A rispondere a queste domande ha provato Marco Vallarino, trentacinquenne scrittore e giornalista ligure, con il libro Il Muro, romanzo noir ambientato nel mondo della spray art, presentato a Milano venerdì 15 giugno 2012, ore 18.30, al caffè-libreria Gogol & Company in via Savona 101 (zona piazza Berlinguer).
L'evento vede la partecipazione del leggendario artista metropolitano Davide “Atomo” Tinelli e del presidente della Accademia di Comunicazione Michelangelo Tagliaferri, che insieme a Vallarino proveranno a spiegare le origini del graffitismo e dei suoi codici e simboli, illustrandone le cause riconducibili a motivazioni sociali e politiche, oltre che espressive e creative.

Spiderman_AmazingFantasy15Tra i numerosi cinquantenari illustri a fumetti del 2012 ce ne sono parecchi in casa Marvel: Thor e Hulk, per esempio. Ma soprattutto Peter Parker, alias Spiderman, uno dei supereroi più noti di tutti i tempi e, quasi di sicuro, la creatura più famosa tra le tante concepite da Stan Lee.
Il 50° compleanno dell'Uomo Ragno è festeggiato dal nuovo film, The Amazing Spiderman, da un musical di Broadway, dalla nuova serie animata Ultimate Spiderman... e anche da una mostra che si inaugura il 19 maggio alle 17.30 e prosegue, punteggiata di eventi assortiti, fino al 29 luglio al WOW - Museo del Fumetto di Milano, in viale Campania 12.

thor_movie_widowAbbiamo visto negli articoli precedenti la nascita della versione a fumetti del personaggio mitologico di Thor, incarnato in un essere umano, Donald Blake, medico gracile e zoppicante; quindi la sua affiliazione ai Vendicatori, con gli occasionali ritorni alla vita da dio-guerriero nel mondo di Asgard.
Man mano che le avventure di Thor si alternano tra la consueta (e, negli anni Sessanta, ancora piuttosto ingenua) fantascienza marveliana sulla Terra e la fumettisticamente innovativa heroic fantasy nel mondo degli dei, cambia anche il suo modo di esprimersi. Nei panni del dio del tuono, il personaggio parla in un altisonante inglese (quasi) arcaico, quello che gli anglosassoni conoscono dagli studi di Shakespeare: una lingua che sembra comune a tutti gli abitatori dei mondi frequentati da dei, giganti e troll. Il che forse giustifica che il primo a portare Thor sul grande schermo come regista sia Kenneth Branagh.

locandinapg15_thorNell'ottobre 1962, due mesi dopo la prima storia di Thor su Journey into Mystery, Stan Lee amplifica l'uso della mitologia nordica recuperandone un altro personaggio. Se Thor è il primogenito di Odino, esiste anche un fratello di nome Loki (o Loge, nella versione germanica), dedito all'inganno e alla discordia. Sullo stesso albo, in appendice al racconto di Thor, sulla stessa rivista comincia ad apparire la serie Tales of Asgard, che narra a fumetti le antiche leggende, collegandole alla saga moderna del dio del tuono. È il principio della doppia natura del ciclo dedicato al personaggio, giocata tra le avventure in chiave fantascientifica sulla Terra (in cui Thor deve conciliare la propria identità umana con quella sovrannaturale e prendere parte attiva nel vasto universo dei supereroi e supercriminali della Marvel) e quelle su Asgard, di impianto heroic fantasy, in cui torna a svolgere il suo ruolo di dio-guerriero. A collegare i due mondi, secondo il mito, è Bifrost, il Ponte dell'Arcobaleno, su cui veglia il paziente (ma talvolta distratto) Heimdall.

THOR_locandinapg5_thorNel 1962 la casa editrice Marvel Comics, precedentemente nota come Timely Comics e Atlas Comics, è in pieno fermento. L'anno prima il caporedattore Stan Lee ha rivitalizzato il filone dei superuomini a fumetti – apparentemente al tramonto dopo la Golden Age prebellica – inventandosi i personaggi dei Fantastici Quattro, cui ben presto sono seguiti l'Uomo Ragno e Hulk. Secondo quanto racconterà lo stesso Lee, nel corso di un'intervista radiofonica il conduttore del programma gli suggerisce che, in fondo, i supereroi rappresentino la mitologia dei tempi moderni.
Da qui l'idea di inserire nel nascente universo dei personaggi Marvel anche un personaggio preso a prestito dalle antiche religioni. Anziché rivolgersi alla mitologia greco-romana, che a quei tempi furoreggia nel cinema peplum (e che la Marvel saccheggerà più tardi, a partire dal personaggio di Ercole) Lee opta per le saghe nordiche e per una delle loro divinità più longeve. Sicché nell'agosto del 1962 – per la cronaca lo stesso mese in cui muore Marilyn Monroe – sulla rivista-contenitore della Marvel Comics Journey into Mystery fa la sua comparsa il possente Thor (che, per assonanza con l'originale The Mighty Thor, nell'edizione italiana uscirà nel decennio successivo come Il mitico Thor).

The-Avengers-Movie-Wallpaper
Nel settembre 1963 approdava nelle edicole americane una nuova serie a fumetti intitolata The Avengers, in cui si vedevano in azione diversi supereroi nati sotto il marchio Marvel Comics nell'arco dei due anni precedenti, su testate come Tales of Suspense, Journey into Mystery e Tales to Astonish: sono alcuni dei personaggi creati da Stan Lee, Hulk, Thor, Ant-Man & Wasp, Iron Man.Sei mesi più tardi, nel numero 4, alla squadra si unisce anche un eroe dai natali più lontani nel tempo: Capitan America, personaggio ideato durante la Seconda guerra mondiale da Joe Simon e Jack Kirby. Molti altri entreranno e usciranno dal gruppo nel corso di circa mezzo secolo di avventure a fumetti. Ma nel frattempo Stan Lee e i suoi Marvel Studios hanno dato vita all'ambizioso progetto di portare i Vendicatori sullo schermo in un ciclo di film collegati l'uno all'altro. In una serie di articoli di cui qui trovate l'indice aggiornato di continuo con tutti i nuovi link, Borderfiction.com vi racconta le loro storie e il loro percorso dai fumetti al cinema.

 

locandinapg25_ironIron Man, di cui negli articoli precedenti abbiamo visto le origini e l'evoluzione, è il personaggio con cui i Marvel Studios lanciano la continuity cinematografica che collega numerosi personaggi Marvel: Hulk, Thor, Capitan America, ma anche Nick Fury, Vedova Nera e Occhiodifalco, tutti in scena nel film dedicato ai Vendicatori; tant'è che, come abbiamo visto in un altro articolo, il secondo film dedicato a Hulk si distacca dal primo per inserirsi in questo schema più vasto e ambizioso.
Il successo di Iron Man e Iron Man 2, i film diretti da Jon Favreau usciti nel 2008 e nel 2010, non è dovuto soltanto a una buona sceneggiatura e agli ottimi effetti speciali, ma anche alla scelta dell'interprete «umano» del supereroe: Robert Downey Jr. ritrae infatti un Tony Stark geniale, arrogante e narcisista a cui la vita ha imposto una drammatica lezione: gli eventi delle origini (come li abbiamo riferiti nel primo articolo su Iron Man) sono trasposti nell'Afghanistan di oggi – anche se il professor Yinsen mantiene lo stesso nome, che di mediorientale ha poco – e collegati a un complotto all'interno delle Stark Industries. Ci sono anche le due "spalle" originali dei fumetti anni Sessanta: Gwyneth Paltrow è una Pepper Potts a metà tra assistente frustrata e donna-manager, mentre lo stesso regista Jon Favreau interpreta di persona Happy Hogan, concedendosi più spazio nel secondo film.

locandinapg10_ironEsaminata la genesi di Iron Man, vediamo ora come cambia l'aspetto del personaggio già nelle sue prime storie. Nella prima avventura appare come una specie di robot di metallo grigio, suggestivo ma forse poco adatto a un supereroe: lo stesso ragionamento che era stato seguito l'anno prima da Stan Lee e soci per Hulk, trasformando la pelle del mostro da grigia a verde.
Sicché nella seconda storia di Iron Man – resosi conto che così com'è spaventa i bambini – Stark realizza nel suo laboratorio di New York una nuova armatura dorata (gialla nella colorazione dei fumetti) ma sempre ingombrante: l'abbiamo vista nelle copertine riprodotte nel precedente articolo su Iron Man.
In seguito Stark passa a una versione più... attillata, rosso-oro (quindi rosso-gialla), con maniche e gambali in maglia di ferro che si saldano magneticamente agli stivali e alla corazza; la paternità del nuovo look è divisa tra due veterani del disegno, Jack Kirby (autore della copertina) e Steve Ditko (autore delle matite), intervenuti nel numero di transizione, che vedete qui sotto.

iron-man_teaser_posterNel marzo 1963 un nuovo personaggio a fumetti spunta dalla Marvel Comics. Gli Stati Uniti sono reduci da un periodo di estrema tensione: la crisi dei missili di Cuba dell'autunno precedente (citata nel prequel cinematografico di X-Men del 2011) quando si è fatto tangibile il rischio di una guerra atomica tra USA e URSS. Alle elementari i bambini compiono esercitazioni in caso di attacco nucleare sovietico, ignorando che con l'onda d'urto arrivano anche radiazioni letali; come del resto lo ignorano i marines che partecipano alle esercitazioni nel deserto e a esplosione avvenuta marciano in gloria verso il fungo atomico, in una sospensione di letali particelle radioattive. Nel frattempo aumenta l'impegno militare americano in Vietnam, in cui – come nel decennio precedente in Corea – si scontrano l'influenza occidentale-capitalista con quella comunista. In questa primavera del 1963, in cui gli americani provano i brividi della Guerra Fredda e guardano con preoccupazione al sud-est asiatico, la Marvel Comics pubblica in una rivista-contenitore la prima avventura di un nuovo eroe fortemente legato al particolare momento storico: Iron Man

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