IMG_8394bisLa saga di Nightshade pubblicata da Segretissimo (Mondadori) tra il 2002 e il 2012 occupa di fatto un tempo narrativo di meno di quattro anni, dal settembre 2001, quando la protagonista Mercy Contreras viene reclutata dalla CIA come agente a contratto (episodio che si vede in realtà nel terzo romanzo, Obiettivo Sickrose, dove si racconta com'è nata la Sezione D), fino al luglio del 2005, in cui si svolgono gli ultimi capitoli di Protocollo Hunt. Nel corso della serie, tuttavia, alcuni flashback tornano indietro fino alla Seconda guerra mondiale (Progetto Lovelace), alla guerra del Vietnam (Destinazione Halong) e al passato della protagonista.
Nel primo romanzo, Nightshade-Missione Cuba, non è specificato il periodo esatto in cui si svolge la trama, anche se si presume che sia nella prima metà del 2002. Viene fatto cenno a due missioni precedenti, ad Amburgo e a Madrid, che in realtà sono narrate in due racconti scritti molto dopo: Coralba Club (uscito sul numero 4 della rivista digitale Action, luglio 2012) e Capriccio espagnol (pubblicato online a puntate su ThrillerMagazine alla fine di agosto 2012), che è una sorta di preludio a Missione Cuba.

r2_IMG_8575_editedDietro le quinte di una serie di thriller che nell'estate 2012 ha festeggiato dieci anni con la pubblicazione del settimo romanzo. Scritta da un'autore italiano, ma dotata di un respiro internazionale; connotata da scene di azione realistiche ma sofisticate, trame complesse ma plausibili.
È una serie di spionaggio, uno degli argomenti apparentemente meno «italiani», quantomeno a livello di responso mediatico. Eppure è l'unico sottogenere di thriller che mantenga in Italia una collana mensile espressamente dedicata, con autori – anche nazionali – le cui vendite sono largamente superiori a molti presunti successi italiani e stranieri.
Vale anche per
Nightshade, che non è neppure la serie spionistica made in Italy più longeva – primato che spetta a Il Professionista di Stephen Gunn alias Stefano Di Marino, un successo che dura dal 1995 – ma è la prima e unica con protagonista una donna. Ne racconta i retroscena l'autore Andrea Carlo Cappi, che la firma (di solito) con lo pseudonimo François Torrent.

marilyn_dead_smallCinquant'anni fa, una notte tra sabato 4 e domenica 5 agosto, la morte consegnava alla leggenda una donna che già in vita si era conquistata il ruolo di mito e di sex-symbol... di icona, si direbbe oggi. Era già a suo modo famosa prima di diventare Marilyn Monroe, quando sotto vari nomi compariva come pin-up su copertine di riviste o illustrava un calendario nuda su velluto rosso. Non per niente quelle stesse immagini apparvero in seguito sul primo numero di una rivista per allora rivoluzionaria, Playboy, e anche da questo lato dell'oceano Fred Buscaglione la citava in una canzone come il motivo principale per «scoprir l'America». Persino in un panorama di attrici hollywoodiane che comprendeva Rita Hayworth, Ava Gardner, Kim Novak o Grace Kelly (colei che Hitchcock considerava, sul piano sessuale, l'esatto contrario di Marilyn), la star di A qualcuno piace caldo era la più amata e desiderata dal pubblico. Probabilmente è la donna più fotografata di tutti i tempi, come testimonia una pagina Facebook che le ho dedicato e che ha raggiunto centocinquantamila persone in tutto il mondo. Ma, come aveva detto lei stessa quel sabato pomeriggio al suo psichiatra: «La donna più bella del mondo... e non ho nessuno con cui uscire al sabato sera.»

THE_AMAZING_SPIDER-MANNell'agosto 1962 spunta nel mondo dei fumetti un nuovo personaggio che ha tutta l'aria di essere creato apposta perché i nerd di tutta l'America (e del mondo) ci si possano identificare. L'occhialuto secchione Peter Parker, morso da un ragno radioattivo, scopre di avere ereditato alcune caratteristiche dell'aracnide che lo ha contaminato, compresa una forza pari a quella che avrebbe un ragno della sua taglia. Dopo l'esaltazione iniziale, impara una dura lezione che lo induce a mettere i propri poteri al servizio della comunità... cosa che non sempre è gradita, dal momento che la polizia di New York non vede di buon occhio i tipi mascherati che girano per la città (prima o poi tutti sono visti con sospetto, persino quel signore dal vestito a stelle e strisce scongelato dopo una ventina d'anni dalla Seconda guerra mondiale). Il principale quotidiano della città, il Daily Bugle, monterà una campagna contro l'Arrampicamuri, operazione che se non altro richiede parecchie fotografie, permettendo a Peter di trovarvi lavoro come fotoreporter... a patto di imparare a usare l'autoscatto mentre affronta l'avversario di turno. Ma è raro che qualcuno gli dica grazie, nemmeno quando tira fuori dai guai il figlio di J. J. Jameson, direttore del Bugle. Ebbene sì: un supereroe con superproblemi!

the-amazing-spider-man-3d-2012-poster-finalDopo avere parlato dell'Uomo Ragno a fumetti, in televisione e al cinema, mancava giusto l'ultimo tassello: il film diretto da Marc Webb, uscito nell'estate 2012. Il progetto di partenza doveva essere Spiderman 4 e proseguire il ciclo cominciato da Sam Raimi, eventualmente con un nuovo cast; la presenza di Lizard come avversario era stata preparata con le varie apparizioni di Curtis Connors (prima della metamorfosi) nei due film precedenti. Poi è stato deciso di fare di questo episodio un reboot, seguendo la nuova moda di far ripartire una serie da zero. Un'usanza che a volte può avere senso, come per La pantera rosa, Batman o 007. Altre volte, come nel caso di Conan e di questo Spiderman, sembra piuttosto volersi rivolgere a un pubblico privo di memoria storica, nonostante viviamo in un'epoca in cui televisioni e home video rendono più accessibili i film del recente passato, o almeno quelli più commerciali.

IMG_8356_smallDicevano che era morta.
Spacciata dopo la caduta del Muro, sbeffeggiata per non aver previsto l’11 settembre, la spy-story è stata bersagliata dai suoi detrattori di sempre. Critici saccenti, gente senza fantasia, persone che non capiscono che l’avventura è sempre con noi, nei momenti cupi come nelle giornate di sole.
Ma, straordinariamente, questo genere letterario che io preferisco chiamare storia d’intrigo, palpita e fa palpitare ancora.
Di più, da qualche anno parla italiano.
Filone legato all'hard boiled school quanto al noir ma con incursioni vigorose nell’avventura di stampo salgariano, la spy-story italiana per la verità ha da lungo tempo parlato con una voce autonoma. L’edizione da edicola, a larga diffusione, ha imposto a volte l’uso degli pseudonimi, ma ormai l’autore ha gettato la maschera.

cover_profNel 2010, con una mostra di tavole originali a Cartoomics, a Milano, una grande  testata italiana ha festeggiato cinquant'anni di attività: Segretissimo, nata nel 1960, quando lo staff de Il Giallo Mondadori si accorse che tanto in Francia quanto nel mondo anglosassone si stava sviluppando sempre di più la variante del thriller chiamata spy-story, che per raccontare le sue vicende si agganciava alla realtà politica internazionale del momento: la Guerra Fredda, nella fattispecie.
Così  Mondadori diede vita a una nuova pubblicazione sul modello del Giallo, destinata anch'essa alle edicole (canale vitalissimo ai tempi), che in qualche caso avrebbe superato nelle vendite la sorella maggiore.

GrimaldiIl 3 luglio 2012 è morta a ottantaquattro anni a Milano Laura Grimaldi: un nome storico per la letteratura di genere italiana, traduttrice e autrice di romanzi (i più noti quelli della trilogia La colpa, Il sospetto, La paura, ma nel suo lontano passato c'erano persino alcuni gialli scritti sotto lo pseudonimo maschile di Alfred Pomarick).
Ma anche, per i lettori de Il Giallo Mondadori, un'importante figura che ha proseguito il lavoro del fondatore della collana Alberto Tedeschi e che ha avuto un ruolo determinante anche nella collana parallela Segretissimo (dove rispondeva ai lettori firmandosi "Lady Spia") per la quale scoprì Gérard De Villiers, tuttora una delle firme più vendute nei periodici Mondadori.

spidey21Uno dei migliori risultati in un adattamento per il cinema di un personaggio Marvel spetta a un progetto a lungo annunciato e passato attraverso mille vicissitudini produttive, al punto da diventare quasi un sogno irrealizzabile per milioni di fans (già la Cannon dei produttori Golan-Globus ci aveva fatto un pensierino, vanificato dal fallimento dovuto a Superman IV, poi Roger Corman, dissuaso dal destino del film Fantastic Four del 1993, infine James Cameron, distratto però da altri suoi progetti cinematografici) ma alla fine il film dedicato all’Uomo Ragno si concretizza in uno dei più felici blockbuster dell’anno. Probabilmente il motivo di base di un così strepitoso successo di pubblico va ricercato nella scelta del regista, che cade sull’esperto Sam Raimi, pronto a sostenere l’impresa grazie all’esperienza fatta in precedenza con un altro ottimo film-fumetto (per quanto in realtà non ispirato a un personaggio dei comics) come Darkman, forse il più riuscito esempio di pellicola “fumettistica” nel senso migliore del termine. Spiderman esce finalmente nel 2002 ed è subito evento.

Spidey1Il grande lancio dei supereroi cinematografici avviene nel 1978 con l’uscita sui grandi schermi del film Superman, primo di una lunga serie, una pellicola che sfracella i botteghini dando lustro al personaggio di Shuster e Siegel, portabandiera della DC Comics. Inevitabile quindi la riscossa della Marvel, che tenta di replicare il successo con la sua creazione più famosa, l’Uomo Ragno, ideato da Stan Lee e disegnato da Steve Ditko a partire dal 1962.
Ma davvero non si potrebbe pensare nulla di più antipodico al successo dell’Uomo D’Acciaio. Il risultato finale è il film-pilota di una serie televisiva prodotta dalla CBS che durò solo due stagioni per un totale di tredici episodi (più altri due mai trasmessi), con attori quasi sconosciuti, effettistica ridotta all’osso, regia sindacale, scarsissima inventiva.

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