La Fase 2 ha avuto gloriosamente inizio. Dopo il percorso di Iron Man, L'incredibile Hulk, Iron Man 2, Thor e Capitan America che ha portato al clamoroso successo di The Avengers, la Marvel comincia il suo secondo ciclo di film interconnessi sul mondo dei Vendicatori, che proseguirà con Thor: The Dark World nell'autunno 2013 e Captain America: The Winter Soldier alle soglie della primavera 2014. Nel terzo film di Iron Man, che esce a cinquant'anni dalla nascita del personaggio, l'eroe con l'armatura è segnato dallo stress post-traumatico dovuto ai drammatici eventi del finale di The Avengers, che gli procura immotivati attacchi di panico. Nevrotico, iperattivo, l'industriale Tony Stark (Robert Downey Jr.) sta mettendo a dura prova la pazienza della convivente e socia in affari Pepper Potts (Gwyneth Paltrow) quando nella sua vita ricompaiono due persone del passato e un nuovo misterioso nemico che si fa chiamare Il Mandarino (sir Ben Kingsley, che nel film riserva non poche sorprese): un terrorista che rivendica con video molto suggestivi vari attentati anti-americani nel mondo, ritratto a metà tra un nuovo Osama bin Laden e (per ammissione degli sceneggiatori) il Kurtz di Marlon Brando in Apocalypse Now.

Al ‘gabbio’ come si diceva nel cinema poliziottesco italiano degli anni Settanta, non ci vuol andare nessuno. La realtà è tristissima. Sovraffollamento, sopraffazione, scuola di malavita. Ogni tanto qualcuno fa lo sciopero della fame, qualcun altro invoca indulti e amnistie ma, in verità, il principio per cui la pena dovrebbe redimere e non punire il condannato sembra non interessare a nessuno. Questa la cronaca.
Nella fiction letteraria ma, soprattutto cinematografica, la galera, in particolare quella più dura, ha sempre rappresentato un’opportunità drammatica per mostrare vite disperate in luoghi chiusi. Ha generato miti e leggende che di un filone cinematografico sociale ha fatto una lunga via, divisa in mille piccoli vicoli, molti dei quali sono finiti nel paludoso terreno dell’exploitation.

Un'altra brutta notizia, anche se temuta da un po' di tempo. Ma, come ha detto Andrea G. Pinketts quando gliel'ho comunicata al telefono, finché la brutta notizia non arrivava voleva dire che lui c'era ancora. Ma alla fine è arrivata, nel pomeriggio dell'otto febbraio 2013: è morto a ottantasette anni Renato Olivieri, uno dei pochi scrittori che abbiano fatto pulsare il cuore del giallo italiano in un periodo in cui gli autori di livello erano pochi e il genere non era di moda né quasi riconosciuto. Qui lo vediamo in una rielaborazione grafica deella foto in quarta di copertina de Il dio danaro (Mondadori), una delle ultime inchieste del suo personaggio più famoso. Il primo romanzo, Il caso Kodra, è del 1978 e introduce la figura del vicecommissario (poi commissario) Giulio Ambrosio, un nome che richiama nel contempo la Milano che fa da scenario alle indagini e l'Alfa Romeo della polizia.

fantomasDa più di cento anni allunga la sua ombra su narrativa, cinema e fumetti. Un eroe ‘nero’ dell’immaginario che ha contaminato la fantasia di moltissimi autori lasciando una traccia indelebile. Diabolico piano del Genio del Male o fascino di un personaggio intramontabile?
Sono un cultore della narrativa popolare. Quella vera, accessibile a tutti, divertente, appassionante, di ogni genere. Una produzione che non si vergogna di essere quello che è: un intrattenimento intelligente finalizzato a soddisfare il bisogno psicologico del lettore (e spesso dell’autore) di allontanarsi un po’ dalla realtà con i suoi affanni per trovare appagamento nella fantasia. In questo universo Fantômas regna sovrano da oltre cento anni e probabilmente lo farà per altri cento; e le sue origini sono ancora più lontane. Genio del Male, inafferrabile, maestro di inganni e travestimenti, contraltare necessario per l’eroe. Molto diverso dai delinquenti pieni di droga, dai meschini, dai vigliacchi della cronaca di tutti i giorni. È, alla fine, il personaggio che ci piace odiare. Forse non il primo ma certamente l’ispiratore di tutti i ‘cattivi’ che nella cultura popolare hanno costituito un punto fisso e per ogni storia e riferimento per le figure negative.

live by night"Tu sei favorevole alla pena di morte?"
"Non penso che la societa abbia il diritto né la capacità per giudicare. Non sono in grado di asfaltare una strada in modo adeguato e dovrei lasciarli decidere sulla vita e sulla morte?"
(da Darkness Take My Hand)

Dennis Lehane, originario di Boston, prima di ottenere la cattedra di insegnante di scrittura creativa ad Harvard, ha svolto i più disparati lavori, tra cui il parcheggiatore, l'autista di limousine e l'educatore in un centro per minori con storie di abusi. Con A Drink Before The War, nel 1994 inaugura la fortunata serie degli investigatori Patrick Kenzie e Angela Gennaro, cui seguiranno Darkness Take My Hand (Buio prendimi per mano), Sacred (Fuga dalla Follia), Gone Baby Gone (La casa buia), Prayers for rain (Pioggia nera) e il più recente Moonlight Mile. Tutti editi in Italia da Piemme.

DKmostra50_milanozIl primo novembre 2012 Diabolik, il personaggio creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani, ha compiuto cinquant'anni di crimini, perpetrati principalmente in più di ottocento episodi a fumetti, ma anche in romanzi e racconti, un film non fedelissimo ma considerato un punto di riferimento della cultura pop, serial radiofonici, un "audiofumetto" e persino una serie di cartoni animati, in cui tuttavia Diabolik, per esigenze di censura esistenti in molti paesi nella fascia oraria destinata ai ragazzi, diventava... un criminale redento.
Ora - mentre i suoi fumetti continuano a essere tra i più venduti, seguiti e amati in Italia - si preannuncia una serie televisiva in tredici episodi, in onda nel 2014. E i festeggiamenti per l'anniversario raggiungono il loro massimo fulgore portando Diabolik e il suo mondo in un'esposizione suggestiva che si apre con la vera Jaguar E-Type 1961 prediletta dal fuorilegge di Clerville per le sue fughe avventurose dopo ogni colpo.

darkiss-vampiroNon solo streghe ad Halloween 2012, ma anche i vampiri del videogame horror Darkiss di Marco Vallarino, scrittore di Imperia che esordì un decennio fa con la raccolta di racconti Ombre, muovendosi tra il noir, il gotico e il fantastico, e che negli anni ha collaborato come scrittore e giornalista con M-Rivista del Mistero, Il Secolo XIX e Noir. La terrificante avventura dedicata alle tenebrose gesta del mostro succhiasangue Martin Voigt è stata protagonista il 30 ottobre di uno speciale evento a tema alla libreria Ubik di Imperia, con la presentazione del gametrailer ufficiale, della durata di circa un minuto, realizzato dal regista Alberto Brancolini con in sottofondo il brano Venom dei Godd, per promuovere i contenuti del gioco su nuovi canali di comunicazione. Il regista, diplomato alla scuola di cinema SAE di Milano e autore dell'apprezzato cortometraggio Non abita qui, è stato uno degli ospiti dell'evento, in cui il pubblico, per mezzo di un maxischermo e un tabellone, ha potuto giocare in diretta con l'autore.
Il gioco di Vallarino è riapparso di recente in edicola: dopo le precedenti uscite su Win Magazine, Idea Web, Linux Pro, Giochi per il Mio Computer, stavolta Darkiss è stato pubblicato sul dvd allegato a Computer Bild, la rivista d'informatica più venduta d'Europa, nelle sue varie localizzazioni. L'esperto Fiore Perrone ha inserito l'opera horror in una selezione dei migliori programmi del momento, definendola "L'avventura testuale che sta facendo impazzire gli amanti del genere."

Carlo_OlivaNella famiglia allargata della letteratura capita ogni tanto di dover scrivere un ricordo di una persona conosciuta, considerata un maestro e un punto di riferimento, a cui si deve dire addio. Negli ultimi anni è capitato fin troppo spesso. Ma il saluto diventa particolarmente triste quando la persona in questione non è stata solo una grande figura incontrata qualche volta, ma anche una presenza per certi periodi quasi quotidiana, soprattutto tra gli scaffali della storica sede della Libreria del Giallo in piazza San Nazaro in Brolo a Milano, dove ho conosciuto Carlo Oliva nel febbraio del 1992, nell'epoca in cui nasceva la "Scuola dei Duri" di Milano di cui lui era uno dei fautori. L'ultima volta che noi di Borderfiction lo abbiamo visto è stata a una serata all'Admiral qualche mese fa, dove dalla prima fila il "professor Oliva" ci lanciava le sue classiche occhiate di divertito rimprovero.
Ha scritto oggi Giancarlo Narciso: "Mi aveva colpito subito per il piglio arguto e la battuta fulminante. Ha presentato gran parte dei miei libri e recensito altrettanti, con giudizi generosi. Mi ero abituato a vederlo a Borderfiction al mercoledì sera. Sentirò molto la sua mancanza e credo che non saremo in pochi... Non l'ho mai ringraziato abbastanza per tutte le volte che si è scomodato a leggere e venire a parlare bene di un mio libro. Con un po' di ritardo lo faccio adesso e lo ricordo con grande affetto." Nell'immagine (ritagliata, se non erro, da una fotografia di Arianna Zini) lo vediamo nell'ultima sede della Libreria del Giallo, in via Peschiera.

IMG_8242Anche se in questi articoli si parla della serie Nightshade, l'anniversario che ricorre in queste ore mi induce a una doverosa digressione. Chi legge i miei libri sa che ho la tendenza a insospettirmi quando si verifica qualche evento clamoroso che trova spiegazioni approssimative o poco credibili... quando non manifestamente improbabili. Sto scrivendo queste righe nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre 2012: esattamente quindici anni fa, il 31 agosto 1997, moriva a Parigi Lady Diana Spencer. A quell'episodio seguì la diffusione di una spettacolare serie di notizie false e, come si suol dire, tendenziose: la colpa dell'incidente era dei paparazzi (come se fosse la prima volta che lady Diana o il suo fidanzato Dodi Al Fayed erano inseguiti dai fotografi!), anzi, no, la colpa era dell'autista ubriaco (che però non era ubriaco, come si vede dai filmati dell'Hotel Ritz). Nel frattempo Dodi Al Fayed veniva presentato come una specie di perditempo e non come il produttore del film premio Oscar Momenti di gloria (e, giusto per restare in tema di apparenze che ingannano, anche di due divertenti thriller, FX-Effetto mortale ed FX2, che ho appena comprato in dvd). L'importante era denigrare, minimizzare e avvolgere il tutto in una nebbia di sproloqui. Intanto si apparecchiava il regio funerale con cui la corona d'Inghilterra si sarebbe riappropriata del cadavere della donna che, scacciata da Buckingham Palace, aveva sorpassato nel gradimento dei britannici la famiglia reale al completo.

IMG_8339Uno dei problemi quando si scrive una serie è... sapere per quanti episodi si protrarrà. Capita ad alto livello presso le reti televisive americane: ci sono serial le cui vicende devono essere allungate o accorciate a seconda del loro successo, ce ne sono persino alcuni che restano incompiuti perché la rete televisiva decide di non realizzare la stagione successiva, tranciando a metà intere linee narrative. Ma il discorso vale anche per i libri.
Quando si parla di thriller, in particolare, ci sono due alternative. La prima: si raccontano storie che non hanno una particolare sequenza temporale, che possono essere lette in qualsiasi ordine e hanno solo minimi riferimenti ad altri episodi; in questi casi la norma è che alla fine di ogni singola storia la situazione per i personaggi principali è tornata identica a quella del punto di partenza, i personaggi non si modificano e, addirittura, non invecchiano. La seconda: le storie hanno una sequenza temporale, non c'è solo la trama del singolo episodio ma anche una continuity – intesa in questo caso come una trama «superiore» che si trasmette da un libro al successivo; e qui a volte i protagonisti si evolvono, invecchiano, addirittura muoiono.

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Succ. > Fine >>
Pagina 3 di 9

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica con cadenza periodica e non è da considerarsi
un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici, per saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi, clicca sul link Maggiori info. Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll, chiudendo questo banner o cliccando sul pulsante "Accetta", invece, presti il consenso all’uso di tutti i cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information