VENDICATORI UNITI: THOR - Le origini

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THOR_locandinapg5_thorNel 1962 la casa editrice Marvel Comics, precedentemente nota come Timely Comics e Atlas Comics, è in pieno fermento. L'anno prima il caporedattore Stan Lee ha rivitalizzato il filone dei superuomini a fumetti – apparentemente al tramonto dopo la Golden Age prebellica – inventandosi i personaggi dei Fantastici Quattro, cui ben presto sono seguiti l'Uomo Ragno e Hulk. Secondo quanto racconterà lo stesso Lee, nel corso di un'intervista radiofonica il conduttore del programma gli suggerisce che, in fondo, i supereroi rappresentino la mitologia dei tempi moderni.
Da qui l'idea di inserire nel nascente universo dei personaggi Marvel anche un personaggio preso a prestito dalle antiche religioni. Anziché rivolgersi alla mitologia greco-romana, che a quei tempi furoreggia nel cinema peplum (e che la Marvel saccheggerà più tardi, a partire dal personaggio di Ercole) Lee opta per le saghe nordiche e per una delle loro divinità più longeve. Sicché nell'agosto del 1962 – per la cronaca lo stesso mese in cui muore Marilyn Monroe – sulla rivista-contenitore della Marvel Comics Journey into Mystery fa la sua comparsa il possente Thor (che, per assonanza con l'originale The Mighty Thor, nell'edizione italiana uscirà nel decennio successivo come Il mitico Thor).

Thorr-Tales_to_Astonish_Vol_1_16La prima documentazione sul mito di Thor, alias Thorr, Donar, Donner e molte altre versioni, risale in realtà all'incontro dei romani con i popoli germanici. Il suo ruolo di dio del tuono e delle tempeste crea qualche equivoco che dura ancora oggi: Thor viene assimilato al Giove latino e il giorno a lui dedicato diviene il giovedì – Donnerstag in tedesco e Thursday in inglese – laddove l'effettivo padre degli dei scandinavi, Odino o Wotan che dir si voglia, viene scambiato per Mercurio. Nella mitologia Thor è un dio guerriero con barba e capelli rossi, equipaggiato con il martello Mjiolnir, ma anche una cintura e un bastone. Le sue imprese vengono cantate per secoli anche dopo la cristianizzazione delle terre del nord. Lo si incontra anche nella tetralogia wagneriana de L'anello del nibelungo.
A dire il vero un personaggio di nome Thorr faceva orrida mostra di sé in una storia autoconclusiva di Lee & Kirby su Tales to Astonish del febbraio 1961, ma si trattava di una delle tante creature della rivista (che contava anche un... Gorgilla, ibrido tra Gorgo e Godzilla!); un invasore alieno, peraltro molto simile agli avversari della prima avventura del nuovo eroe.
Nella rappresentazione del disegnatore Jack Kirby, alla sua prima apparizione su Journey into Mystery Thor è un giovanottone ben rasato dai lunghi capelli biondi, con un elmo alato e un mantello rosso. Ma dove andrebbe a finire il concetto caratteristico dei fumetti dei «supereroi con superproblemi» se il protagonista fosse sempre alto, biondo e muscoloso? L'espediente che funziona in questi fumetti è proprio il contrasto tra la condizione di superuomo e i problemi insormontabili che ne derivano. Sicché, sin dalla prima storia ideata da Stan Lee e scritta da suo fratello Larry Lieber, il personaggio mitologico ha un contraltare umano per nulla divino, al quale, come vedremo, l'essere Thor complica una già difficile situazione sentimentale.

thor_1_journey_thorIl dottor Donald Blake, medico newyorkese e scienziato dilettante, è piuttosto malmesso: è scarno, è zoppo e cammina con l'aiuto di un bastone; è timido con le donne (in particolare con la sua infermiera Jane Foster di cui è silenziosamente innamorato); e prova un senso di colpa per non avere combattuto nella guerra di Corea. Facciamo la sua conoscenza mentre è in vacanza tra i fiordi della Norvegia, dove capita proprio in concomitanza con l'arrivo di un'astronave aliena; l'unica volta che gli invasori dallo spazio (per la precisione gli uomini di pietra venuti da Saturno) scelgono di non atterrare negli USA come fanno di solito, sono particolarmente sfortunati, dal momento che sono loro a causare la nascita di un nuovo supereroe che non tarda a sconfiggerli. Blake infatti, braccato dagli extraterrestri, si rifugia in una grotta. Qui trova un nodoso bastone di legno grezzo che, battuto contro la roccia mentre cerca un'altra via d'uscita dà inizio alla metamorfosi: il bastone si converte in un martello e Blake nientemeno che nel dio del tuono: nel caso avesse qualche dubbio, sul martello c'è un'opportuna iscrizione in inglese moderno che precisa come chi lo impugni, se ne è degno, avrà i poteri di Thor. Blake constata la propria nuova superforza e prende rapidamente confidenza con il martello, che oltre a scatenare fulmini e vortici è anche un'arma indistruttibile e una volta lanciato ritorna sempre in mano al suo padrone. Mjiolnir permette a Thor di volare (più supereroico che viaggiare su un carro trainato da caproni come nella mitologia) ma, se lasciato per sessanta secondi, torna a essere un bastone, ritrasformando l'eroe nel gracile Don Blake.

thor_hydeSconfitti gli uomini di pietra, che fuggono sulla loro astromave, Blake/Thor se ne torna a New York. Da qui si lancia in una carriera alternativa di difensore dei deboli, degli oppressi e, s'intende, del mondo libero, senza abbandonare la professione medica.
Pur essendo di fatto due persone diverse, a differenza dello sventurato Banner/Hulk Thor conserva tutti i ricordi di Blake e viceversa, il che gli permetterà un po' per volta di familiarizzare con il pantheon scandinavo e di trovare la strada per Asgard, dimora degli dei. E da qui nascerà uno degli aspetti più significativi di questa serie a fumetti, che gradualmente differenzierà le avventure di Thor da quelle degli altri personaggi di Stan Lee.

thor_cobra_Journey-Into-Mystery-98L'eroe affronta minacce di ogni genere, a New York e non solo. Per le ragioni di cui già abbiamo parlato nel primo articolo su Iron Man, alcuni di questi sono russi, cinesi e persino un sadico rivoluzionario latinoamericano. Ma c'è anche l'Uomo Lava, avanguardia di una bellicosa popolazione sotterranea con cui di lì a qualche mese Thor dovrà vedersela di nuovo, insieme ai Vendicatori; o l'Uomo del Domani, venuto dal futuro per rubare una bomba al cobalto con cui dominare la società del XXIII secolo che ha bandito le armi di distruzione di massa. C'è un perfido Mago Merlino redivivo, che porta il duello a un passo dalla Casa Bianca, con una breve apparizione del presidente Kennedy in persona. E cominciano a farsi avanti supercriminali più tradizionali, come il Cobra Umano e Mister Hyde, che si salvano alla fine dell'episodio per ritornare a colpire in altre occasioni e risparmiare agli autori l'improba fatica di inventarsi ogni volta nuovi nemici. Tuttavia la ricomparsa di Thor comporta uno spiacevole effetto collaterale per gli abitanti del pianeta Terra: c'è qualcuno che ha parecchi conti in sospeso con lui e non vede l'ora di saldarli, a costo di creare seri problemi al nuovo mondo di adozione del dio del tuono.

Continua con Thor - La nascita dei Vendicatori


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