JAMES BOND: “SOLO” 007

By | March 8, 2019

Scritto da  Marco Donna

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Da Marco Donna, autore diDall’Italia con amore e nostro inviato nel “Mondo Bond”, le ultime notizie sulla saga letteraria dell’agente segreto più famoso del mondo. Chi è il nuovo autore scelto dalla Ian Fleming Publications Ltd. (società fondata orginariamente dallo stesso creatore di James Bond, Ian Fleming, per gestire i diritti editoriali del proprio personaggio) perché scriva il nuovo romanzo del più celebre agente segreto del mondo?

Il 13 aprile del 1953 usciva il romanzo Casino Royale e il mondo conosceva una sigla di tre cifre che sarebbe diventata sinonimo di agente segreto, superpoliziotto, bonvivant. Il 15 aprile 2013, sessant’anni e due giorni dopo, la Ian Fleming Publications Ltd. ha ufficializzato il titolo dell’ultima avventura letteraria di James Bond, attesa in uscita per il 26 settembre: Solo.
Lo scrittore scelto per questa ennesima prosecuzione dell’opera di Ian Fleming è William Boyd, autore di romanzi quali Come neve al sole e Brazzaville Beach, che ha già incrociato il «Mondo Bond» sulla sua strada. Per esempio, dal suo primo successo, A good man in Africa, fu tratto il bellissimo film Alla ricerca dello stregone di Bruce Beresford, con Sean Connery e Diana Rigg.

Nel 1999 esordì alla regia di un film: The Trenchfu un esperimento isolato nella sua carriera, che vide come protagonista Craig, Daniel Craig.
I riferimenti bondiani non finiscono qui. Infatti, nel 1990 aveva già lavorato alla sceneggiatura di Mr. Johnson il cui attore principale era un certo Pierce Brosnan. Ma pensate forse che non ci siano più incroci con 007?
Vi sbagliate: lo scrittore scozzese (nato tuttavia ad Accra, in Ghana) aveva infatti usato il maestro Ian Fleming come personaggio del suo libro Ogni cuore umano: Diari intimi di Logan Mountstuart. Inoltre, a inizio carriera, l’autore era stato paragonato dalla critica britannica a Kingsley Amis (autore anche, sotto lo pseudonimo Robert Markham, dell’avventura bondiana Il colonnello Sun, primo romanzo di 007 scritto dopo la morte di Fleming).

Diciamo pure che il curriculum con cui Boyd si è presentato è più che buono e c’è molta attesa per il risultato di uno scrittore che, senza dubbio, ha le caratteristiche per rinnovare al meglio l’eroe di Ian Fleming. Anche se le precedenti iniziative di Sebastian Faulks (che già aveva riportato James Bond alla sua epoca) e Jeffery Deaver ci avevano un poco deluso.
Il primo, che pure mostrava un carattere antipatico ed un naso aquilino che lo facevano assomigliare molto al maestro, si trovò a scrivere Non c’è tempo per morire in un periodo in cui si stava trasformando da scrittore di romanzi storici ad autore di racconti introspettivi. Il pessimo risultato fece sospettare che fosse mosso solo da interessi di cassa (come scherzosamente mi confermò in un’intervista che riporto nel mio libro Dall’Italia con amore). Il grande Deaver invece, secondo me, si fece trasportare troppo dalla voglia di fare qualcosa di diverso, più simile ai suoi classici canoni che alle spy-story bondiane, con il risultato di cercare troppe spiegazioni in un malloppone che non aveva la piacevole scorrevolezza tipica della scrittura di Fleming.

Con tanta nostalgia per la passione e la competenza dei romanzi di Raymond Benson – l’ultimo autore ad avere seguito il personaggio per diversi anni di seguito – aspettiamo cosa saprà regalarci Boyd.
Secondo alcune interviste che ha rilasciato a The Telegraph e a The Independent l’autore ha voluto segnare un certo distacco dai plot delle sceneggiature cinematografiche e una forte attenzione sulla storia e sui personaggi. Boyd conferma che la storia sarà ambientata nel 1969, con un gustoso ritorno alle origini letterarie.
Il sito ufficiale (www.jamesbondsolo.co.uk) ci preannuncia la storia di un veterano del Servizio Segreto in una missione solitaria con licenza di uccidere. Speriamo in bene.