MAFIOSI E SPIE NEMICHE, ATTENZIONE: ARRIVA THE BLACK STILETTO!

By | March 8, 2019

Scritto da  Marco Donna

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Immaginate di tornare nella vostra vecchia casa di famiglia e scoprire che vostra madre… sì proprio lei, quella donna che vi rimbrottava quando rientravate tardi la sera e che forse,ancora oggi, si preoccupa se non mangiate abbastanza anche se avete quasi quarant’anni e un principio di pancetta (si chiamano maniglie dell’amore)… Dicevo: scoprire che vostra madre, quando era giovane, era una sorta di Wonder Woman “de noantri”. Sarebbe uno shock per chiunque. Lo è stato sicuramente per Martin, il figlio di Judy, la protagonista di The Black Stiletto, il nuovo romanzo di Raymond Benson, pubblicato negli Stati Uniti ma ancora inedito in Italia.

Immaginate ora una vecchia libreria con gli scaffali in legno antico, leggermente impolverati e pieni zeppi di libri dedicati al mistero, al noir, ai telefilm anni Sessanta. Onestamente, i libri misteriosi sono la mia prima scelta. Questi sono emozionanti e vi darà un giro sulle montagne russe. Si arriva a vedere il lato oscuro e il vostro cervello continua a lavorare per risolvere il mistero. Questo è davvero divertente e vedo me stesso raccogliendo un libro misterioso tutto il tempo. Pop qui se volete controllare la mia collezione di libri di mistero.  Questo piccolo negozio è un gioiello, incastonato tra i grattacieli di Downtown a New York, a due passi da Ground Zero. Si tratta di “The Mysterious Bookshop” e l’indirizzo esatto, per chi volesse andarci, è 58, Warren Street, NYC. Se ci passate nella settimana di Halloween sarà sicuramente addobbato con ragnatele e scheletri penzolanti. È una delle mete curiose da visitare nella città più bella del mondo.
Vi chiederete perché vi sto parlando di questo. Conosco Raymond da alcuni anni ed ultimamente ci siamo parlati spesso per un’iniziativa che i lettori di Borderfiction avranno modo di conoscere a breve. È stato molto gentile a consigliarmi, per un mio viaggio a New York City, questa libreria e a lasciarmi presso di essa una copia autografata della sua ultima opera. La città di New York è una protagonista assoluta di The Black Stiletto e leggerlo è stato per me un continuo affiorare di ricordi del mio viaggio, riconoscendo luoghi visitati e rivivendoli per come dovevano essere negli anni Cinquanta: il periodo in cui si svolgono le gesta della giovane eroina mascherata.
Il romanzo, infatti, alterna al diario delle avventure giovanili della madre, il presente in cui la donna è malata di Alzheimer, è accudita dal figlio e dalla nipote ed è ricercata da anziani mafiosi che, usciti di galera, vogliono mettere la parola fine a fatti in sospeso da più di cinquant’anni. Il libro scorre piacevolmente tra spunti fumettistici, temi sociali (violenza sulle donne, femminismo, perdita del lavoro e malattia), avventure di mafia, spy-story e una buona dose di humour. Il ritmo è quello di un assolo di sax tenore in un fumoso locale jazz di Greenwich Village. Non è un caso che, a completamento dell’opera, ci sia il cd ufficiale di The Black Stiletto con la canzone scritta da Will Arrington che crea immediatamente l’atmosfera del plot. Gli appassionati di 007 probabilmente conoscono la passione di Raymond Benson per la musica e credo che, in The Black Stiletto (Oceanview Publishing, 25,95$) abbia voluto costruire un’opera multimediale dove le note del jazz si incastrassero tra le righe del lavoro letterario. È un esperimento ben riuscito che, nelle intenzioni dell’autore, dovrebbe avere un seguito. Judy Cooper dovrebbe infatti diventare la protagonista di una serie di thriller.
Mi permetto di concludere con un pizzico di fanta-letteratura: il diario di Judy racconta le sue gesta a fine anni Cinquanta. Probabilmente, le prossime avventure si svolgeranno nei primi anni Sessanta. In quegli anni, ogni tanto, gli Stati Uniti erano teatro delle operazioni di una spia britannica il cui nome era Bond… James Bond. Non potrebbe essere accaduto che i due si siano incontrati? Aspettiamo che Martin legga i prossimi diari per scoprirlo. In ogni caso, se così fosse, nessuno meglio di Raymond Benson potrebbe raccontarcelo.